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Versilia

Stigmatizzati quattro punti: «Sarà possibile edificare anche nelle aree verdi»

Il Pdl si appella alla Marson

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IN PERICOLO? Una veduta dall’alto di Roma Imperiale: secondo il Pdl la tipica villa “fortemarmina” sarebbe messa in pericolo dal piano prima casa

Piano prima casa, Popper chiede l'intervento dell'assessore regionale

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 FORTE. Il gruppo consiliare dle Pdl ha chiesto un intervento dell'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson per verificare la regolarità del Piano prima casa, licenziato a metà marzo dal consiglio comunale di Forte. Secondo il gruppo di opposizione, infatti, ci sono diversi punti che metterebbero il documento in contrasto sia con il piano strutturale, sia con la legge regionale.  Nel dettaglio la missiva inviata all'assessore Marson, firmata dal consigliere James Popper individua quattro punti critici del piano prima casa.  Il primo è quello sull'arcinoto tema del frazionamento. Secondo Popper, il nuovo piano strutturale è stato interpretato dalla giunta Buratti escludendo dal dimensionamento il frazionamento delle alloggi che, così, sarebbe una sorta di "bonus": «Così le ville monofamiliari, fino a oggi tutelate dagli atti di governo del territorio, potranno essere frazionate con evidenti effetti (negativi) sulla struttura socio-insediativa ed economica che caratterizza la nostra cittadina».  Il secondo punto stigmatizzato dall'esponente del centrodestra è quello della snaturamento del piano stesso: «Solo sette - scrive Popper - sono gli intefventi che riguardano la prima casa e 13 quelli di intervento privato. Si vuole mettere in evidenza che il Comune, dopo avere pubblicato un apposito bando pubblico, abbia inserito nel "piano casa" una serie di interventi di privati che non avevano aderito al bando stesso». Popper rincara segnalando anche come, su precise richieste della Regione sul pubblico avviso, il Comune non abbia, in sostanza, data alcuna risposta.  Il terzo argomento segnalato da Popper è il permesso di costruire nuovi edifici anche su lotti liberi più grandi di 400 mq, utilizzando anche le aree derivanti dai frazionamenti immobiliari a partire dal 2009, modificando la norma del regolamento urbanistico che vieta la possibilità di frazionare i terreni a scopo edificatorio dal 1997. Una previsione che - calcola il centrodestra - potrebbe proocare un incremento teorico di 200 nuovi alloggi, anche in aree classificate come "verdi di valenza ecologica", attualmente inedificabili.  L'ultimo punto segnalato dal gruppo consiliare del Pdl riguarda le osservazioni al piano di Regione e Provincia di Lucca, che «hanno messo in evidenza che il piano complesso è in contrato con il regolamento urbanistico e che "occorre predisporre [...] appositi elaborati cartografici e normativi in variante al regolamento urbanistico vigente». Il Comune - spiega Popper - ha scelto di non procedere alla variante, interpretando la legge regionale su un testo giuridico del 2005. Secondo Popper, però, «nel manuale citato non abbimo trovato le motivazioni a supporto della tesi sostenuta dal COmune». Per di più, nei precedenti tre programmi di intervento approvati dal Comune, si era sempre provveduto a far precedere il tutto da una specifica variante al regolamento (come nel caso del piano alberghi dismessi licenziato nel 2004).  Per tutti questi motivi Popper conclude la lettera invitando la Marson a «valutare l'opportunità di convocare la conferenza paritetica interistituzionale».

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