Sicurezza
Esplode la gelosia fra i ristoranti
Luca Basile
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Michele MarcucciOra c'è chi contesta il clamore per lo sfratto dell'enoteca Marcucci
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PIETRASANTA. La premessa è d'obbligo. «L'Enoteca è una grande realtà e noi tutti speriamo che non chiuda. Michele Marcucci, il suo proprietario è un amico di grandi capacità professionali. Senza dimenticare, che è doveroso salvaguardare i posti di lavoro. Però, detto questo...». Ecco c'è un però nella sortita verbale di Daniele Menconi e Nino Vernacchia, referenti del ristorante "La Tecchia", di Porta a Lucca, una delle tante oasi culinarie che si affacciano sulla Cenatown del centro storico pietrasantino. «Sì, troviamo un po' fuori luogo questa drammatizzazione di quanto sta accadendo. Sembra quasi, che, se mai l'Enoteca chiudesse (come noto il locale con il mese di giugno rischia di essere sfrattato dalla Curia di Pisa, proprietaria dell'immobile che lo ospita, ndr.) per il centro storico di Pietrasanta ed i suoi ristoranti, sarebbe la catastrofe. Peggio ancora, la fine. Con tutto il rispetto, la questione neppure si pone. Pietrasanta ha un appeal gastronomico, che va ben oltre il successo di un singolo ristorante». «C'è, quindi, amarezza e anche una certa irritazione in questo continuo rimarcare, sui giornali - proseguono Menconi e Vernacchia - della querelle che interessa Marcucci. Anche perché, molti di noi ristoratori non hanno proprio niente da imparare. Prendiamo il caso de "La Tecchia", che gestiamo da 6 anni, dopo esperienze gastronomiche ai massimi livelli, leggi Madeo, Bistrot, Principe di Piemonte, Royal ed altre location di significativa rilevanza. E poi, non comprendiamo questo insistere sui clienti di prestigio de L'Enoteca; ma pensate veramente che altrove non vi siano commensali da copertina? Ce ne sono, e anche molti, che magari preferiscono posti un po' meno "visibili". Da noi, ad esempio, spesso mangiano Mitoraj, Botero, Lollobrigida ed altri artisti di grande fama. Questo, perché è Pietrasanta ed il suo centro, nell'insieme, ad essere apprezzato e continuerà ad esserlo, a prescindere dal domani de L'Enoteca. In poche parole, con tante chiacchiere, ci stiamo facendo una pubblicità negativa. Già è stata una stagione invernale non semplice, adesso che riparte l'estate, ecco esplodere un caso, di cui avremmo fatto volentieri a meno, perché è stato trattato e descritto, da tutte le parti in causa, con una certa esagerazione». Dalla Tecchia anche una missiva al sindaco Domenico Lombardi. «Veramente si è recato presso la Curia per capire i margini di manovra della trattativa fra i religiosi e il privato? Il fatto ci sorprende, così come viene spontaneo chiedersi se avrebbe fatto altrettanto per un locale di minore prestigio».
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