Il Tirreno

Versilia

«Protetto come una reliquia»

Donatella Francesconi
I parenti delle vittime hanno manifestato anche a Lovere
◗
I parenti delle vittime hanno manifestato anche a Lovere

Involucro speciale per il pezzo che si è rotto sul vagone maledetto

3 MINUTI DI LETTURA





BERGAMO. Una cosa così brutta in un posto così bello. Impossibile non pensarlo, lungo la strada panoramica che corre lungo il Lago d'Iseo, fino a Lovere, fino alla Lucchini. La fabbrica. Dove ieri sono iniziate le prove irripetibili sui pezzi del treno carico di Gpl deragliato a Viareggio il 29 giugno 2009.

Uno stuolo di periti, consulenti e avvocati, giubbotti verdi targati Lucchini e caschi dello stesso colore. Per celebrare quello che appare, fin dal mattino, come un vero rito: l'apertura del conteiner che contiene la cassa di legno chiaro, rigorosamente sigillata dalla Polfer che conduce le indagini per la Procura di Lucca, nella quale è contenuta la sala montata (asse più ruote) che si è spezzata sotto il carro che portava la cisterna carica di Gpl squarciata da qualcosa che starà all'inchiesta individuare.

I tecnici della Lucchini procedono con cautela. Le prove tecniche irripetibili sono il cuore dell'incidente probatorio ed ogni cosa va fatta secondo un rituale preciso. Per chi ha visto i binari, via Ponchielli, la stazione quella notte maledetta e l'alba livida che seguì, è un'emozione. Così come lo è per gli uomini della Polfer, guidati da Angelo Laurino, capo del Dipartimento della polizia ferroviaria a Milano. La sala montata è stata conservata sotto vuoto, con un procedimento mai utilizzato in Italia. Se tutto è stato fatto a dovere, periti e avvocati non avranno niente da ridire. La tensione sui volti si scioglie quando è ora di pranzo: l'involucro che avvolge il pezzo è stato aperto, la sala montata, a giudizio dei periti, è nelle stesse condizioni di quando è stata fotografata all'indomani del disastro. E, soprattutto, l'accorgimento adottato ha evitato che l'umidità facesse danni. La ferita, nel punto in cui la cricca si è creata - a parere di tutti era preesistente all'incidente - sembra fare male. E' quella di un "toc de fer" come da commento di uno dei periti, milanese, ma sembra quella della carne viva di chi è morto e di chi ancora lotta con le conseguenze delle ustioni.

Quando tutti i pezzi sono allo scoperto è di nuovo la Polfer ad entare in scena: vanno tutti misurati, fotografati e filmati, a garanzia che si possa ricostruire in qualsiasi momento da dove gli accertamenti tecnici sono iniziati. Fuori, davanti alla fabbrica, c'è una delegazione dei parenti delle vittime: Daniela Rombi ed il marito Claudio Menichetti, Luciana Beretti con la figlia Veronica Batistini, Barbara Maffei con la sorella Stefania, Angela Matrone, Mario Matrone. Ad accompagnarli alcuni membri dell'Assembela 29 giugno e, soprattutto, loro: i morti. Le foto formato gigante che hanno fatto il giro d'Italia da un anno a questa parte sono disposte lungo tutto l'ingresso della Lucchini. Cittadini e operai osservano, in tanti lasciano una parola, un saluto. Tutti sanno. Quando, dopo pranzo, le prove entrano nel vivo, tutto avviene sotto le telecamere della Polfer. Il primo passaggio riguarda la vernice dell'asse, lo stato in cui è, il confronto con l'asse "gemello" dello stesso carro.

Particolare attenzione - si legge nella tabella di marcia delle perizie - dovrà essere data agli "elementi che indicano lo stato di manutenzione e lo stato della zona della fascetta ossidata in prossimità della mezzeria". Poi occhi e strumenti si poseranno sulle superfici delle fasce di rotolamento e dei dischi delle ruote e daranno la "caccia" alle zone potenzialmente interessate dal fuoco. Gli esami interesseranno entrambe le sale montate del carro deragliato. Oggi, la sola sala montata dell'asse che si è spezzato sarà sottoposta ai controlli con ultrasuoni "previa sverniciatura delle zone strettamente necessaria". Alcune di queste prove avranno durata di un mese. Il 7 e l'8 giugno i periti saranno a Viareggio per mettere occhi e mani sulla cisterna forata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa