Sicurezza
Il postino firma la raccomandata, stangato
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Condannato un postino per una firma falsa su una ricevutaSei mesi di carcere al portalettere che non consegna una multa
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FUCECCHIO. Anziché pagare una multa di centosessanta euro, presa a Fucecchio con l'autovelox, ne incassa settecento dal postino, che gli consegna la raccomandata, mentre il Comune gli deve risarcire le spese legali sostenute per dimostrare la sua "innocenza". Una storia un po' anomala emersa dall'udienza che si è tenuta davanti al Giudice di pace di Empoli, che ha visto fronteggiarsi la Polizia municipale di Fucecchio, un automobilista di Viareggio ed un postino in servizio all'ufficio delle Pt versiliesi.
I fatti risalgono a un paio di anni fa, quando l'autovelox della Polizia municipale fotografa, in viale Colombo, una vettura che supera il limite di velocità. Il relativo verbale di accertamento viene notificato nei mesi successivi al proprietario della vettura, che presenta ricorso al Giudice di pace di Empoli, eccependo anche un difetto nella consegna della raccomandata contenente gli estremi dell'infrazione contestata. La consegna del plico spedito da Fucecchio non sarebbe avvenuta, seguendo le modalità richieste. L'automobilista sostiene che la firma sulla ricevuta di ritorno non è sua e per questo presenta anche una denuncia ai carabinieri di Viareggio. In buona sostanza, la firma nella ricevuta di consegna sarebbe del postino che aveva lasciato il verbale nella cassetta postale.
Il verbale sarebbe stato poi rinvenuto dal destinatario diversi giorni dopo e ciò avrebbe pregiudicato il suo diritto di difesa nei termini di legge. Si aprono, quindi, due procedimenti: uno di natura penale riguardante l'irregolarità commessa dal postino e uno di natura amministrativa per l'infrazione accertata con l'autovelox. Il procedimento penale viene definito dal Tribunale di Viareggio e si conclude col patteggiamento da parte del postino di una pena di 6 mesi oltre al risarcimento dell'automobilista costituitosi parte civile con 700 euro. Il procedimento amministrativo è stato definito negli uffici del Giudice di pace di Empoli, che ha accolto il ricorso dell'automobilista, condannando il Comune di Fucecchio, che si era costituito in giudizio, al pagamento delle spese processuali per l'importo di 250 euro. A questo punto, al Comune non resta che presentare appello, o chiedere anche lui al postino il risarcimento del danno subito.
I fatti risalgono a un paio di anni fa, quando l'autovelox della Polizia municipale fotografa, in viale Colombo, una vettura che supera il limite di velocità. Il relativo verbale di accertamento viene notificato nei mesi successivi al proprietario della vettura, che presenta ricorso al Giudice di pace di Empoli, eccependo anche un difetto nella consegna della raccomandata contenente gli estremi dell'infrazione contestata. La consegna del plico spedito da Fucecchio non sarebbe avvenuta, seguendo le modalità richieste. L'automobilista sostiene che la firma sulla ricevuta di ritorno non è sua e per questo presenta anche una denuncia ai carabinieri di Viareggio. In buona sostanza, la firma nella ricevuta di consegna sarebbe del postino che aveva lasciato il verbale nella cassetta postale.
Il verbale sarebbe stato poi rinvenuto dal destinatario diversi giorni dopo e ciò avrebbe pregiudicato il suo diritto di difesa nei termini di legge. Si aprono, quindi, due procedimenti: uno di natura penale riguardante l'irregolarità commessa dal postino e uno di natura amministrativa per l'infrazione accertata con l'autovelox. Il procedimento penale viene definito dal Tribunale di Viareggio e si conclude col patteggiamento da parte del postino di una pena di 6 mesi oltre al risarcimento dell'automobilista costituitosi parte civile con 700 euro. Il procedimento amministrativo è stato definito negli uffici del Giudice di pace di Empoli, che ha accolto il ricorso dell'automobilista, condannando il Comune di Fucecchio, che si era costituito in giudizio, al pagamento delle spese processuali per l'importo di 250 euro. A questo punto, al Comune non resta che presentare appello, o chiedere anche lui al postino il risarcimento del danno subito.
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