Gioco
Altri 450mila euro dalla Fondazione Crl per la Rocca di Sala
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PIETRASANTA. Rocca di Sala, dalla Fondazione Cassa risparmio di Lucca arrivano 450mila euro per l'opera di restauro, andata avanti negli anni un po' a singhiozzo. L'opera del resto è titanica ma è anche irrinunciabile per la città Soldi freschi che vanno ad aggiungersi ai 450mila euro che la giunta aveva stanziato nel piano pluriennale. «Contiamo di iniziare entro la fine dell'anno l'intervento relativo al restauro e al consolidamento della Torre di guardia e del primo recinto», ha detto l'assessore Rossano Forassiepi.
Si va avanti col restauro, resta aperto il tema della destinazione. «E su questo punto è auspicabile che si pronuncino cittadini, associazioni e l'amministrazione comunale», sollecita in una lettera aperta Giuliano Rebechi, che della Rocca, prima come cittadino del Gruppo La Lanterna, poi come segretario di partito (il Pdci) si è sempre occupato. «Cittadini e amministratori - di sinistra, di centrosinistra, di centrodestra - della Rocca non se ne sono mai fatti un gran problema.
Con l'unica eccezione del sindaco Rolando Cecchi Pandolfini che, agli inizi degli anni Ottanta, trovò un accordo con la signora Franchetta Benvenuti Masini Luccetti, nobil donna, prima nel cuore che di casato, per l'acquisto del bene per circa 100 milioni di lire, una somma modesta anche allora. Così negli ultimi decenni, da quando è di proprietà pubblica, la Rocca di Sala è stata sì al centro di tante controverse vicende, ma mai su di essa si è lavorato per un progetto organico e definitivo di conservazione, messa in sicurezza, di riuso e di riqualificazione di spazi, manufatti e vie d'accesso. Si è preferito interventi di piccolo cabotaggio: manutenzioni, lavoretti, illuminazione, quando rosa, quando gialla, quando celeste, del monumento, nelle ore serali.
E dire che anni prima Italposte aveva presentato un progetto di massima per il recupero della Rocca, per un valore di circa 10 miliardi di lire». Rebechi dunque, e a ragione, sollecita attenzione ed un dibattito per delineare un progetto complessivo per La Rocca.
Si va avanti col restauro, resta aperto il tema della destinazione. «E su questo punto è auspicabile che si pronuncino cittadini, associazioni e l'amministrazione comunale», sollecita in una lettera aperta Giuliano Rebechi, che della Rocca, prima come cittadino del Gruppo La Lanterna, poi come segretario di partito (il Pdci) si è sempre occupato. «Cittadini e amministratori - di sinistra, di centrosinistra, di centrodestra - della Rocca non se ne sono mai fatti un gran problema.
Con l'unica eccezione del sindaco Rolando Cecchi Pandolfini che, agli inizi degli anni Ottanta, trovò un accordo con la signora Franchetta Benvenuti Masini Luccetti, nobil donna, prima nel cuore che di casato, per l'acquisto del bene per circa 100 milioni di lire, una somma modesta anche allora. Così negli ultimi decenni, da quando è di proprietà pubblica, la Rocca di Sala è stata sì al centro di tante controverse vicende, ma mai su di essa si è lavorato per un progetto organico e definitivo di conservazione, messa in sicurezza, di riuso e di riqualificazione di spazi, manufatti e vie d'accesso. Si è preferito interventi di piccolo cabotaggio: manutenzioni, lavoretti, illuminazione, quando rosa, quando gialla, quando celeste, del monumento, nelle ore serali.
E dire che anni prima Italposte aveva presentato un progetto di massima per il recupero della Rocca, per un valore di circa 10 miliardi di lire». Rebechi dunque, e a ragione, sollecita attenzione ed un dibattito per delineare un progetto complessivo per La Rocca.
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