Sicurezza
«Oltre l'emergenza casa»
Alessandro Bartolini
La proposta: creare un'agenzia comunale
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VIAREGGIO. 65.800 euro al mese per l'inserimento di poco più di 100 persone in 35 pensioni, spesso e volentieri fatiscenti. Che fare? Un'alternativa è possibile, secondo Michelangelo Di Beo, esponente dei Giovani Comunisti. Seguendo l'esempio dell'Unione Inquilini di Pisa - è la proprosta - «può essere creata una vera e propria "agenzia immobiliare comunale". Una sorta di comitato composto dalle persone che soffrono l'emergenza, dall'amministrazione comunale, dai sindacati e da tutte le associazioni per il sociale che spingano il Comune a compiere un censimento territoriale sulle seconde case, su quelle sfitte, da ristrutturare e non». Una volta terminata la mappatura «il Comune è obbligato - ai sensi dell'articolo 42 della Costituzione - a provvedere all'acquisto degli immobili dai privati per destinarli ad un giusto utilizzo abitativo. Diventando di fatto proprietario e primo inquilino, il Comune potrà stilare così una graduatoria per l'inserimento dei nuclei familiari con un reddito fascia media deciso con la stipulazione di un bando. Naturalmente questo permetterebbe alle famiglie di pagare - tramite un contratto fra comune e privato - un affitto agevolato secondo le caratteristiche dell'abitazione e del nucleo familiare che ne entra a far parte». La rete organizzativa fra istituzioni e privati - sostiene Di Beo - «permetterebbe di creare un'anagrafe territoriale delle abitazioni dunque maggior chiarezza sulle modalità di utilizzo e di gestione di determinate situazioni d'emergenza. Senza contare che il tutto si tradurrebbe in un maggior controllo fiscale e in maggiori entrate.» Un'altra proposta per la casa arriva direttamente dalla Regione. L'assessore Allocca vorrebbe importare dal Lazio una legge di auto recupero per le case di proprietà comunale che versano in condizioni fatiscenti. Il Comune può farsi carico della manutenzione degli esterni, affidando all'inquilino la ristrutturazione degli interni. Così, invece di pagare l'affitto, il nucleo familiare chiede un mini mutuo alla banca per sostenere i lavori, ricevendo l'abitazione in comodato d'uso per 30 anni.
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