Il Tirreno

Versilia

«Quei pescatori ci rovinano»

Isotta Boccassini
Pescherecci in porto
◗
Pescherecci in porto

La protesta dei "piccoli" contro chi usa le reti a strascico

2 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Un urlo disperato arriva dai pescatori di tramaglio: «Non ce la facciamo più, tutto il lavoro che svolgiamo ogni giorno è vanificato dal mancato rispetto delle regole da parte dei pescatori a strascico che ogni notte ci danneggiano». Una situazione che va avanti da molto, a sentire i pescatori che si sentono sbeffeggiati da chi - a partire dal 31 maggio 2010 - non potrebbe pescare con attrezzi trainati entro le tre miglia dalla costa.  Si tratta del cosidetto "picolo strascico".  La misura - è la denuncia - di fatto impedirebbe, a partire da tale data, la cattura da parte di questi pescatori di alcune specie di particolare rilevanza commerciale a livello locale. Fra queste, gli sparnocchi e le triglie, fonte vitale per i pescatori di tramaglio. Ma, nonostante l'applicazione delle deroghe concesse dalla Comunità europea, questa tipologia di pescato verrebbe raccolta illegalmente durante la notte, entro le 3 miglia, dalle barche a strascico.  «È una situazione insostenibile - affermano all'unanimità i pescatori - abbiamo anche danni da 5-6mila euro alle nostre reti provocate dalle barche. È necessario eliminare questo tipo di attività illegale sulle nostre coste: i mezzi che possiede la Capitaneria di porto non sono adatti, chi delinque è organizzato meglio di chi dovrebbe far rispettare le leggi». Una lotta che vede i pescatori viareggini in guerra fra loro per accaparrarsi, chi legalmente e chi no, la maggior fetta di mercato. «Non è solo un problema di fatturato, ma anche degli ingenti danni che le imbarcazioni a strascico provocano alle nostre reti e alle nasse per catturare le seppie».  Da parte sua, la Capitaneria di porto «svolge la propria attività presidiando la costa due notti a settimana - spiega il comandante, Pasquale Vitiello (nella foto) -: purtroppo le limitate risorse si ripercuotono sulla riduzione delle attività operative. Nonostante questo possiamo vantare ben 10 verbali dall'inizio dell'anno, redatti proprio nei confronti di chi applica la pesca a strascico entro le tre miglia. I controlli ci sono, ma non sempre vanno a buon fine, proprio a causa dell'organizzazione di questi pescatori che riescono ad aggirare i controlli con linguaggi in codice, grazie ai quali si avvisano fra di loro sull'arrivo delle vedette».  E quando le vedette sono in vista, le reti vengono tirate in mare per poi essere recuperate quando i mezzi si allontanano. «Con l'estate intensificheremo i controlli - assicura il comandante -: punteremo di più sull'effetto sorpresa e su collaborazioni esterne».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze