Sicurezza
Confermata la condanna al giostraio
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DISTRUTTA. La Citroën C3 di Maffei dopo l’impatto (a destra)Quattro anni di reclusione per l'incidente in cui morì un 25enne
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VIAREGGIO. Pena confermata, una pena dura, durissima, per un incidente stradale: tre anni di reclusione per omicidio colposo oltre a un ulteriore anno per omissione di soccorso (che comunque sono in parte scontati per l'indulto). La Cassazione ha respinto il ricorso di Anthony Colombo, il giostraio 31enne di Torre del lago che nel novembre 2004 provocò la morte del 25enne viareggino Maurizio Maffei, carpentiere, figlio di un dipendente e sindacalista del Comune di Viareggio. La Suprema corte ha confermato non solo la pena, ma anche la corretta valutazione della dinamica effettuata prima dal Tribunale di Viareggio poi dalla Corte di appello di Firenze. L'incidente avvenne sull'Aurelia a Bicchio: una prima auto (una Clio) superò l'Alfa 145 condotta da Colombo; Maffei provò a sua volta a superare il giostraio, ma questo si mise a zigzagare e ad accelerare. Fino a quando, da una strada laterale, spuntò una jeep: Maffei, impaurito, sterò verso destra, colpendo prima la Clio poi l'Alfa e finendo contro uno dei platani che costeggiano la strada. La Suprema corte ha rigettato gli argomenti di diritto presentati dalla difesa di Colombo, a partire dalla asserità impossibilità di presentare una «prova decisiva», una perizia sulla dinamica: secondo i giudici, infatti, una perizia non può essere considerata una prova decisiva ed è comunque rimessa alla discrezionalità del giudice. La Cassazione ha anche sostenuto che sia Colombo che Maffei andavano oltre il limite: ma - come emerso dai primi due gradi - non fu tanto questo, quanto il comportamento dell'imputato a causare l'incidente. Un comportamento che la Corte giudica al limite del "dolo eventuale" e, quindi, dell'omicidio volontario. Confermato anche il risarcimento danni a favore della famiglia.
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