Il Tirreno

Versilia

Cittadella, vendita fallita

Donatella Francesconi
Cittadella, vendita fallita

L'entrata prevista, oltre 18 milioni, esce dal bilancio

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 VIAREGGIO. La vendita della Cittadella esce dal bilancio consuntivo 2010 del Comune con un sola parola: accertamenti zero. Il documento contabile, al momento, è ancora provvisorio. Ma l'operazione - per farne parte - avrebbe dovuto essere conclusa alla fine di aprile.  Tra le ipotesi contabili che circolano, anche quella che - uscita da bilancio consuntivo 2010 - la vendita della Cittadella possa rientrare a dare sostanza in quello preventivo 2011. Resta il fatto, però, che una vendita considerata centrale per la politica dell'amministrazione Lunardini non è arrivata a termine a distanza di quasi due anni (iniziò nel settembre 2009) dall'avvio.  L'immobile destinato al Carnevale (hangar, museo, spazio spettacoli, bar) avrebbe dovuto passare dal Comune alla Fondazione Carnevale con lo scopo di patrimoniazzarla. Tutto il 2010 se n'è andato ad inseguire i rapporti con le banche che avrebbero dovuto concedere il leasing: prima Banca nazionale del lavoro-Paribas e poi anche Monte dei Paschi di Siena.  A fine 2010, a dicembre per la precisione, avviene l'ultimo tentativo di assicurarsi l'entrata: il presidente della Fondazione Carnevale, Alessandro Santini, garantisce al Comune, nero su bianco, l'impegno all'acquisto e all'imminente fidejussione necessaria a garantirlo come in qualasiasi compravendita immobiliare.  La lettera del presidente Santini è il documento sulla base del quale l'amministrazione comunale - entro fine anno come da legge - ha potuto accertare l'entrata di 18 milioni e 400mila prevista dalla vendita.  Nel frattempo, però, il cammino si fa sempre più accidentato. Con l'arrivo, - vero fulmine a ciel sereno per una vecchia causa legata al Carnevale - di una sentenza del Consiglio di Stato che "inchioda" ad effettuare una gara europea per la scelta della banca. Al posto di quella informale effettuata nell'era della presidenza Maglione, quando la vicenda della vendita della Cittadella ebbe inizio.  A fine 2010, peraltro, Bnl è più che chiara nel concludere il voluminoso carteggio con l'amministrazione guidata dal sindaco Lunardini: «È necessario - si legge quando ormai si è fatto novembre 2010 - individuare flussi credibili, adeguati alla durata dell'intervento, con una convenzione di almeno 9 anni. Fermo restando l'impegno del Comune a coprire l'operazione con una lettera di patronage, prevista fin dall'inizio dell'operazione».  Il 25 novembre il sindaco annuncia che la trattativa è chiusa perché Bnl la tira per le lunghe e il Comune ha invece bisogno di fare in fretta. Qualche giorno prima era stato il ragioniere capo, Maurizio Nieri, a scrivere alle banche: sulla lettera di patronage niente da fare perché sono state date rassicurazioni in consiglio comunale sul fatto che l'operazione è della Fondazione Carnevale che garantisce in proprio.  A inizio 2011 il quadro è chiaro: a mettere a punto e gestire la gara europea deve essere la Fondazione Carnevale. Nel frattempo, non più di leasing si tratta ma di mutuo. Per una cifra decisamente inferiore e condizioni diverse da quelle del leasing che nelle casse del Comune avrebbe dovuto portare i 18 milioni e 400mila da destinare in parte per la spesa corrente (la plusvalenza da 9 milioni circa) e per il resto da impegnare in investimenti.  Nello stesso momento in cui Alessandro Santini rinnovava la promessa, i revisori dei conti ammonivano: la conferma dell'accertamento dell'entrata, per concludere l'operazione vendita della Cittadella, deve avvenire entro il termine del 30 aprile 2011: quello fissato per l'approvazione del consuntivo.  Come è finita lo raccontano i documenti contabili che l'amministrazione sta definendo in vista della scadenza di fine giugno: l'entrata risulta cancellata nel capitolo relativo alle alienazioni e l'operazione è dunque venuta meno. Se il sindaco Lunardini e la sua Giunta vorranno riproporla, dovranno inevitabilmente ripassare dal via.  

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