Sicurezza
Il presidente dei balneari apuani Aliboni attendista
«Non c'è niente di definitivo, ci sarà ancora da trattare»
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MASSA. La mazzata annunciata dal ministro del Turismo Michela Brambilla alle aspettative dei gestori degli stabilimenti balneari si fa sentire anche sulla riviera apuana. Dove, come nel resto della costa italiana, lo scenario delineatosi alcuni giorni fa - spiagge in concessione per 90 anni - aveva fatto allargare il sorriso di molti imprenditori del settore. Roberto Aliboni, però, deve essere abituato (si parola di gente di mare, no?) alle docce fredde e non si scompone più di tanto. «Siamo di fronte - dice il presidente del consorzio di balneari Riviera Apuana - a un'altra puntata, l'ennesima e non credo proprio l'ultima di questa vicenda. Certo, per noi la prospettiva di poter avere le concessioni per 90 anni era meglio di quella di averle per vent'anni: in gioco c'è la possibilità di fare investimenti e programmi di sviluppo a lungo termine. Ma era comunque una prospettiva accettabile. Ora sento quel che dice la ministra Brambilla e mi limito a commentare che questa partita, è la stessa Brambilla, del resto a ritenere necessarie modifiche, è ben lontana dall'essere conclusa». Secondo Aliboni, il decreto del governo potrà essere in qualche misura rivisto dalle Regioni «che senz'altro vorranno cotrreggerlo» e dovrà poi passare all'esame di Bruxelles e della "compatibilità" con la direttiva europea Bolkestein.
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