Proteste
Mense, eliminati i cibi sospetti
Marco Pomella
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Uno scorcio del polo scolastico di LidoIl gestore del servizio ha contestato il fornitore dei budini
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CAMAIORE. Muffa anche nelle mense delle scuole di via Trieste. I casi, che di recente hanno coinvolto la materna di via della Gronda, a Lido - il sequestro ad opera dei Nas di alcuni vasetti di budino - hanno riguardato anche il nuovo polo scolastico. Del resto, l'avevamo detto: la ditta è la stessa, e la stessa che svolge il servizio anche nelle scuole di Massarosa e Seravezza. I casi di budino, al cui interno è stata trovata muffa, non sarebbero tre, ma almeno sei, suddivisi tra le due scuole.
Il nucleo antisofisticazione alimentare dei carabinieri, in effetti, marterdì scorso ha portato via materiale da entrambe le scuole (anche se finora il caso era emerso solo per la scuola di via della Gronda). Così come, a quanto pare, era successo una ventina di giorni fa; anche in quel caso la muffa era stata trovata in entrambi i plessi scolastici. Ieri abbiamo parlato della denuncia di alcune mamme, che lamentavano come avessero informato dei fatti già ad inizio mese la direzione scolastica.
A tal riguardo è bene precisare (anche se mai da questo giornale è passato un messaggio diverso), che in entrambe le occasioni, sia la scuola, che il Comune hanno inviato una lettera urgente di contestazione alla ditta (una ati, con a capo una società di Reggio Emilia). La quale, a sua volta, ha contestato i prodotti al proprio fornitore. Comunque, per tagliare la testa al toro e in attesa dei risultati delle indagini sul campione sequestrato, scuola e amministrazione di comune accordo hanno deciso di eliminare i budini dai menu, sostituendoli con frutta fresca di stagione. Le mamme però, continuano ad essere preoccupate.
Ci contatta una di loro, che preferisce restare anonima. È biologa, e sembra sapere di cosa parla. «Premetto che non ho potuto vedere con i miei occhi i budini. Me ne hanno parlato, alcuni bambini e altre mamme. Saranno, quindi, le analisi a stabilire se è muffa. Ma se è muffa - dice la biologa - non può passare il messaggio che è stato fatto passare fino ad oggi, ossia che la causa di tutto sarebbe stato un forellino sul coperchio avvenuto qualche minuto prima. Ripeto, se di muffa si tratta, la muffa non si crea in qualche minuto.
Per mostrarsi ed essere visibile ha bisogno di una intera nottata. Secondo me, quindi, non si tratta di un foro, o di un problema di confezionamento. Forse è un problema dovuto anche al fatto che il budino è stato conservato ad una temperatura di qualche grado superiore al dovuto. I casi, comunque, non vanno sottovalutati, perchè alcuni tipi di muffa possono anche essere tossiche».
Il nucleo antisofisticazione alimentare dei carabinieri, in effetti, marterdì scorso ha portato via materiale da entrambe le scuole (anche se finora il caso era emerso solo per la scuola di via della Gronda). Così come, a quanto pare, era successo una ventina di giorni fa; anche in quel caso la muffa era stata trovata in entrambi i plessi scolastici. Ieri abbiamo parlato della denuncia di alcune mamme, che lamentavano come avessero informato dei fatti già ad inizio mese la direzione scolastica.
A tal riguardo è bene precisare (anche se mai da questo giornale è passato un messaggio diverso), che in entrambe le occasioni, sia la scuola, che il Comune hanno inviato una lettera urgente di contestazione alla ditta (una ati, con a capo una società di Reggio Emilia). La quale, a sua volta, ha contestato i prodotti al proprio fornitore. Comunque, per tagliare la testa al toro e in attesa dei risultati delle indagini sul campione sequestrato, scuola e amministrazione di comune accordo hanno deciso di eliminare i budini dai menu, sostituendoli con frutta fresca di stagione. Le mamme però, continuano ad essere preoccupate.
Ci contatta una di loro, che preferisce restare anonima. È biologa, e sembra sapere di cosa parla. «Premetto che non ho potuto vedere con i miei occhi i budini. Me ne hanno parlato, alcuni bambini e altre mamme. Saranno, quindi, le analisi a stabilire se è muffa. Ma se è muffa - dice la biologa - non può passare il messaggio che è stato fatto passare fino ad oggi, ossia che la causa di tutto sarebbe stato un forellino sul coperchio avvenuto qualche minuto prima. Ripeto, se di muffa si tratta, la muffa non si crea in qualche minuto.
Per mostrarsi ed essere visibile ha bisogno di una intera nottata. Secondo me, quindi, non si tratta di un foro, o di un problema di confezionamento. Forse è un problema dovuto anche al fatto che il budino è stato conservato ad una temperatura di qualche grado superiore al dovuto. I casi, comunque, non vanno sottovalutati, perchè alcuni tipi di muffa possono anche essere tossiche».
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