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Versilia

Diversi brutti episodi a margine della manifestazione: è allarme

Lanci di uova e vandalismi «Il nostro Palio non è questo»

Lanci di uova e vandalismi «Il nostro Palio non è questo»

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QUERCETA. Scritte sui muri, uova marce lanciate contro edifici pubblici, lapidi imbrattate: sono alcuni dei gesti vandalici compiuti nelle serate che hanno preceduto il Palio. La denuncia, forte, arriva dalla Pro Loco di Querceta che condanna l'accaduto. «E' la prima volta che si verificano episodi di questo tipo - spiega il presidente Franco Burroni - che sono collegati al Palio. Ma le contrade e i nostri ragazzi non sono questi: sono quelli che sudano e si allenano, fanno enormi sacrifici. Sono le donne e gli uomini che lavorano alacremente per i costumi». 

«Lavorano per le sagre, per le sfilate, sono i consiglieri della Pro Loco che si fanno in quattro per organizzare tutti gli eventi. E' questo il Palio, è questo il sano spirito che da tanti anni alimenta la passione dei contradaioli».  Gesti inqualificabili, sui quali l'attenzione però deve essere alta. E lo sarà, da parte di tutti: contrade in primis, che condannano questi stupidi gesti, istituzioni e forze dell'ordine. Sono state imbrattate le pareti esterne della Mutuo Soccorso di Pozzi, sede della contrada, con il lancio di uova, colpendo anche una lapide che ricorda i caduti della Grande Guerra, al Fontanaccio di Ripa sono comparse delle scritte vergate da qualche imbecille, e perfino sono state colpite dai raid vandalici abitazioni di privati. No, non sono ragazzate, questi gesti non vanno mai banalizzati: ne va del grande valore che rivestono le contrade per il tessuto sociale di Querceta e non solo. Ma non possono, e non devono, neppure offuscare la grande festa che è il Palio.

«Vorrei sottolineare il grande lavoro svolto da parte di tutti - prosegue Burroni - Ci sono stati aspetti che potranno essere migliorati, come l'attesa intercorsa tra le sfilate e la corsa, dovuta all'alcoltest sui fantini: il prossimo anno cercheremo di fare meglio. Sulle false partenze, mi sento di dire che ci sono sempre state: quest'anno se ne sono verificate troppe e hanno fatto discutere. Terminate le gare, ci riuniremo con i presidenti, per prendere una decisione di comune accordo sul da farsi: se qualcosa potrà essere migliorato sarà stabilito tutti assieme. Tutte le ipotesi saranno esaminate». 

Il momento più toccante, secondo Burroni, è stato durante l'esibizione di tutti gli sbandieratori, musici e tamburini al centro del campo, con la coreografia in omaggio al 150 anniversario dell'Unità d'Italia e l'Inno di Mameli applaudito e seguito con enfasi.  «Ho visto tanta gente commuoversi ed emozionarsi: davvero tutto molto bello. E' stato il momento clou della giornata». Anche per i costumi non ci sono stati grandi problemi.  «Le contrade hanno fatto un enorme lavoro. Potevamo rimandare la decisione di rispettare rigorosamente i due colori, invece è stata applicata. Questo ha comportato un carico di lavoro notevole per adeguare i costumi: alla fine, cinque contrade non hanno avuto penalità». La più colpita è stata il Ranocchio (81 punti di penalità) ma era stata praticamente preannunciata. Adesso il prossimo appuntamento sarà con i Giochi delle Bandiere, sabato 21 e domenica 22 maggio in piazza Matteotti a Querceta (al Palasport del Forte e alla palestra di Marzocchino in caso di pioggia).

A questo proposito, Burroni lancia un messaggio al futuro sindaco. «Serve il PalaPalio: è un'esigenza sempre più sentita. Ce ne rendiamo conto ancora di più a ridosso delle gare, quando i nostri ragazzi si allenano per strada, nelle piazze e nei parcheggi. Serve un luogo sicuro, adatto per gli allenamenti, le gare e gli eventi: lo chiede il mondo del Palio e lo chiede tutta la comunità. Dopo le elezioni, ci incontreremo assieme ai presidenti con il nuovo sindaco per proporre nuovamente questa necessità».

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