Proteste
«Il Governo non ci dimentichi»
Donatella Francesconi
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ERA IL 2008. Grandi celebrazioni e taglio del nastro per il nuovo teatro Poi la crisi ed il rischio di chiudere i battenti Pucciniano, il futuro è appeso al nuovo bando per i fondi Arcus
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TORRE DEL LAGO. La stagione lirica 2011 si farà. Il sindaco Lunardini, nel corso dell'assemblea dei lavoratori del Festival puccini di ieri mattina, ha detto «andate avanti». Anche se - ha dovuto ammettere il primo cittadino - «le rassicurazioni del ministro della cultura Galan sul ripristino del finanziamento dal Fondo Arcus ci sono, ma per quanto riguarda il "quanto" non ho avuto le cifre». Seduta in prima fila c'è Deborah Bergamini, versiliese e parlamentare Pdl: «L'onorevole Bergamini - continua Lunardini - mi conferma la cifra». Quel milione e 400mila sul quale la politica locale al governo della città, così come quella nazionale al governo del Paese, quest'anno non hanno vigilato. Così che la somma non è arrivata in riva al lago. «Ho parlato con il ministro Galan - risponde Bergamini - e non è in discussione né la stagione né il futuro del Festival». Forse davvero la stagione, alla fine, si farà. Spendendo con le banche gli impegni degli enti, la promessa del ritrovato finanziamento Arcus, la dilazione del mutuo per la costruzione del teatro (Monte dei Paschi ha già deliberato il via libera). Ma - sottolinea Andrea Palestini, membro del consiglio di indirizzo della Fondazione - «sarà difficile raggiungere livelli di certeza dei finanziamenti prima che l'organizzazione del prossimo Festival parta definitavamente». Perché è difficile non fare i conti con il "fantasma" dei 3 milioni di debito che il presidente Spadaccini lancia sull'assemblea riunita alla presenza di numerosi politici di tutte le forze politiche. «Ma qualcuno avrà o no la resposnabilità di tutta questa situazione?». La domanda formulata da Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno in consiglio comunale, è quella che si legge sui volti dei lavoratori che fanno grande il Festival: «Alla fine il quadro è chiaro - continua Caprili -: non c'è nessuno che dica male del Festival, ma non c'è neppure qualcuno che lo finanzia...E, allora, è impossibile non chiedersi chi pagherà i 3 milioni di debito e se non si arriverà, prima o poi, al punto dello strangolamento». Caprili sottolinea il punto debole per eccellenza della cultura viareggina: «Non abbiamo mai messo in sicurezza nessuna delle nostra grandi manifestazioni». Lo strumento ci sarebbe: «Presentiamo una proposta di legge, con il più ampio supporto possibile, che sia elemento per accelerare l'inserimento del Festival in qualche meccanismo già operante». Per esempio - era stata la proposta di Palestini - l'inserimento tra i teatri di tradizione del Festival lirico dedicato a Giacomo Puccini. Già. Perché la situazione del Pucciniano oggi «è un paradosso», come sottilinea Maria Torregiani, sindacalista Uil tra i lavoratori del Festival: «Abbiamo un teatro che fa una produzione di grande livello con tanto pubblico ma che è tenuto in considerazione minore rispetto ai finanziamenti statali». Torregiani parla chiaro: «Non ha senso avere un teatro com'è quello di Torre del Lago e non essere in grado di farlo funzionare». Ecco perché sarebbe necessario «un percorso di consolidamento» della realtà espressa dalla Fondazione. Percorso che poteva essere già avviato e consolidato: «Il progetto del nuovo teatro e delle sue attività - spiega appassionata Cristina Boncompagni, ex assessora alla cultura della Giunta che la nuova struttura ha voluto - andava seguito con molta serietà, parlando con enti, banche, Fondazioni, Stato. Un lavoro che è stato fatto poco e male. Tanto che oggi paghiamo un prezzo altissimo. Anche per l'irresponsabilità di aver perso finanziamenti così ingenti qual è il fondo Arcus per quella che viene definita una dimenticanza!». Comunque sia, c'è una stagione da fare ed un bilancio da chiudere. Il presidente Spadaccini ha chiesto l'avallo del Comune, la senatrice Manuela Granaiola (Pd) ha indicato lo strumento: «Un atto di indirizzo della Giunta che fissi nero su bianco che la copertura c'è me che la stagione 2011 si fa, come e con quante risorse».
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