Il dolore
Mense, gestione nel mirino
Marco Pomella
E la sinistra chiede che il servizio venga tolto al privato
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.«Non solo i budini con la muffa, martedì scorso e 20 giorni fa. Ma anche una qualità decisamente bassa dei cibi serviti ai nostri ragazzi». A denunciarlo sono alcune mamme degli alunni della scuola di via della Gronda, a Lido, dove martedì i Nas hanno sequestrato qualche confezione di dolce, a quanto pare, avariato. Le stesse mamme che, dopo aver denunciato già una volta la cosa, ieri hanno deciso di chiamare i carabinieri. E se sul caso la maggioranza fa quadrato, l'opposizione attacca e chiede multe alla ditta, o addirittura di riprendere in mano pubblica il servizio.
«La prima volta che abbiamo trovato la muffa - raccontano alcune mamme - abbiamo scritto una lettera, firmata da tutti i rappresentanti di classe, per chiedere al Comune di intervenire. Non abbiamo ricevuto risposta. Poi capita il secondo caso; a quel punto abbiamo chiamato i carabinieri, per andare in fondo alla vicenda». Ora che il caso è esploso emerge anche dell'altro. «Al di là dei budini con la muffa - dicono i genitori - i cibi sono di qualità bassa. È capitato che servissero mozzarelle di colore strano, banane ancora verdi, pizza che sembrava di gomma, carne talmente dura che nessuno l'ha mangiata». Strano però, che i casi si siano verificati tutti e solo a Lido.
Chi gestice la mensa, infatti, (una Ati che fa capo alla Cir-Food di Reggio Emilia) lo fa non solo per le Carducci a Lido, ma per tutte le scuole di Camaiore, oltre che per i Comuni di Seravezza e Massarosa. Ed è, infatti, quello che sottolinea l'assessore all'istruzione Alessya Dini. «Non è vero che i cibi sono scadenti. Io stessa, a sorpresa, mi sono recata più volte a mangiare a mensa e non ho mai trovato nulla che non va. Esiste inoltre una commissione, che mangia nelle mense e riempie delle schede di valutazione: non ha mai trovato niente fuori posto. Gli unici disagi possono essere quelli dovuti al fatto che i cibi vengono cotti a Capezzano e poi trasportati nelle varie scuole». Sul caso però scoppia la polemica.
«Siamo preoccupati dell'accaduto - dice Alessandro Del Dotto (Pd) - ma qui siamo di fronte ad una chiara inadempienza della ditta. Il Comune faccia valere il contratto di servizi e, se previsto, metta in mora la società». Ancora più duro il giudizio di Rifondazione. «Le mense dovrebbero tutte ritornare in mano al Comune. Questo accade - dice Jan Vecoli - quando si esternalizzano i servizi: minore controllo e minore qualità». «Perché se è la seconda volta che succede - si chiede Andrea Favilla - nessuno è intervenuto? Aspettiamo che i bimbi stiano male?». Si aggiunge al coro di critiche anche Sandro Frugoni (Fli): «Va avviata un'indagine conoscitiva per capire se è un caso isolato o no e, se i fatti sono accaduti in più circostanze, sarebbe grave». Smorza i toni Riccardo Bonuccelli (Udc).
«Credo che le procedure di controllo avviate dal Comune siano quelle giuste. E trovo ottima l'idea di Alessya Dini di tornare a servire frutta fresca, anzichè dolci confezionati. Sicuramente è stato sbagliato qualcosa in fase di confezionamento; ora saranno i Nas a dircelo. Ovviamente, questo caso non rende certo un bella immagine della scuola; di questo ci scusiamo».
«La prima volta che abbiamo trovato la muffa - raccontano alcune mamme - abbiamo scritto una lettera, firmata da tutti i rappresentanti di classe, per chiedere al Comune di intervenire. Non abbiamo ricevuto risposta. Poi capita il secondo caso; a quel punto abbiamo chiamato i carabinieri, per andare in fondo alla vicenda». Ora che il caso è esploso emerge anche dell'altro. «Al di là dei budini con la muffa - dicono i genitori - i cibi sono di qualità bassa. È capitato che servissero mozzarelle di colore strano, banane ancora verdi, pizza che sembrava di gomma, carne talmente dura che nessuno l'ha mangiata». Strano però, che i casi si siano verificati tutti e solo a Lido.
Chi gestice la mensa, infatti, (una Ati che fa capo alla Cir-Food di Reggio Emilia) lo fa non solo per le Carducci a Lido, ma per tutte le scuole di Camaiore, oltre che per i Comuni di Seravezza e Massarosa. Ed è, infatti, quello che sottolinea l'assessore all'istruzione Alessya Dini. «Non è vero che i cibi sono scadenti. Io stessa, a sorpresa, mi sono recata più volte a mangiare a mensa e non ho mai trovato nulla che non va. Esiste inoltre una commissione, che mangia nelle mense e riempie delle schede di valutazione: non ha mai trovato niente fuori posto. Gli unici disagi possono essere quelli dovuti al fatto che i cibi vengono cotti a Capezzano e poi trasportati nelle varie scuole». Sul caso però scoppia la polemica.
«Siamo preoccupati dell'accaduto - dice Alessandro Del Dotto (Pd) - ma qui siamo di fronte ad una chiara inadempienza della ditta. Il Comune faccia valere il contratto di servizi e, se previsto, metta in mora la società». Ancora più duro il giudizio di Rifondazione. «Le mense dovrebbero tutte ritornare in mano al Comune. Questo accade - dice Jan Vecoli - quando si esternalizzano i servizi: minore controllo e minore qualità». «Perché se è la seconda volta che succede - si chiede Andrea Favilla - nessuno è intervenuto? Aspettiamo che i bimbi stiano male?». Si aggiunge al coro di critiche anche Sandro Frugoni (Fli): «Va avviata un'indagine conoscitiva per capire se è un caso isolato o no e, se i fatti sono accaduti in più circostanze, sarebbe grave». Smorza i toni Riccardo Bonuccelli (Udc).
«Credo che le procedure di controllo avviate dal Comune siano quelle giuste. E trovo ottima l'idea di Alessya Dini di tornare a servire frutta fresca, anzichè dolci confezionati. Sicuramente è stato sbagliato qualcosa in fase di confezionamento; ora saranno i Nas a dircelo. Ovviamente, questo caso non rende certo un bella immagine della scuola; di questo ci scusiamo».
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