Il dolore
La riscossa. La classe dirigente cittadina si sveglia e nasce lassociazione Amici del Premio: accuse pesanti a sindaco e presidentessa
«Il premio Viareggio non è della Bettarini»
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Rossana Bettarini presidentessa del premio Viareggio Sotto Angelo Bonuccelli uno degli ex sindaci firmatari Da Bonuccelli a Gemignani l'altolà: non ha nessun titolo per rompere l'atto firmato da Repaci
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VIAREGGIO. Finalmente la Viareggio che ama la sua città scende in campo per salvare il premio. Ventidue firmatari, fra cui 5 ex sindaci, hanno fondato mercoledì sera l'associazione «Amici del Premio Letterario Viareggio-Repaci». Era nell'aria che l'arroganza della presidentessa della giuria e la mollezza dell'amministrazione non sarebbero state sopportate più a lungo da quella parte di città che crede che ancora debba esistere una classe dirigente al di là di una politica fatta da monadi. E allora ecco la riunione di mercoledì sera all'Apt che ha partorito un documento durissimo. Gli Amici ricordano: «il grave conflitto fra l'Amministrazione Comunale ed il Premio nella persona della presidente della giuria Rosanna Bettarini, concretatosi in atti formali che, addirittura, paventano l'ipotesi, assurda ed illegittima, che il rapporto fra la città ed il premio letterario possa essere risolto con conseguente trasferimento della manifestazione in altra località». Gli Amici questo punto parlano di «sconcerto nel quale è caduta la città e tutti coloro che al Premio Viareggio hanno legato la loro storia, il loro impegno e le loro energie di fronte alla manifestata volontà di sottrarre a Viareggio un pezzo così importante della sua storia» Gli Amici«affermano e rivendicano con forza che il Premio appartiene ed è di proprietà della città di Viareggio, in forza di tutti gli atti giuridici voluti e stipulati da Leonida Repaci con il Comune di Viareggio, a cominciare dall'atto di cessione del 5 aprile 1975, e non sempre correttamente interpretati; sottolineano che nessuno ha titolo, né legittimazione alcuna, che non sussiste titolo e/o ragione che possa giustificare la risoluzione degli atti che hanno conferito il Premio alla città e che, ad ogni modo, qualsivoglia atto, delibera e/o convenzione di tal genere sarebbero nulli, inefficaci ed illegittimi "ab origine" per contrarietà allo spirito, alla volontà ed al contenuto dell'atto di donazione di Leonida Repaci». Insomma la guerra è aperta.
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