Il Tirreno

Versilia

«Adesso vogliamo trattare noi»

Donatella Francesconi
Emiliano Favilla
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Emiliano Favilla

Il comitato balneari chiede rappresentanza ufficiale, al di là dei sindacati

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 VIAREGGIO. "Alle aste ci vanno i falliti...". Balneari di nuovo riuniti, mercoledì sera con tanto di documento finale dell'incontro. L'esigenza oggi è quella di strutturare un vero e proprio organismo che rappresenti la categoria e consenta ai suoi rappresentanti di sedersi al tavolo delle trattative come comitato, in ogni sede che lo richieda. La "macchina" della protesta tra cabine e spiaggia non si arresta. «L'esperienza che ci siamo fatti in questi mesi di dura lotta - si legge nel documento diffuso dopo l'assemblea - ci ha fatto comprendere che sarebbe importante dare al Comitato una forma organizzativa strutturata e diretta o parallela. Questo per avere accesso formale a tutti i tavoli di discussione che si prevedono nel prossimo periodo in vista di una positiva conclusione della nostra vertenza».  Da una parte, dunque, la necessità di definirsi, oltre che organizzarsi al di là della rappresentanza ufficiale, magari «anche aderendo ad un sindacato che non abbia ancora i balneari tra i propri iscritti», come spiega Emiliano Favilla, politico e balneare. Dall'altra, però, il bisogno impellente di mantenere «un dialogo e collaborazione continuo con tutte le istituzioni, in un rafforzato rapporto di fiducia con i clienti, con i cittadini e con il settore dell'indotto e con tutta l'economia del territorio».  Insomma, il messaggio che i balneari lanciano ad una clientela decisamente non schierata con la loro battaglia è "parliamone". Tra ombrelloni e piscine, così come fuori dagli italici confini: «Ormai siamo consapevoli e sempre più convinti - continua il documento - che solo attraverso un dialogo costante a 360 gradi, che sappia rapportarsi anche alla Comunità europea, che superi le incomprensioni di una opinione pubblica spesso male informata, è possibile trovare quelle soluzioni che possano riportare veramente - trra le fila della categoria - ordine, certezze, stabilità e sviluppo».  Il Quirinale. Intanto, però, il destino del decreto sviluppo del ministro Tremonti con i suoi novant'anni di diritto di superficie sulle coste è appeso alla valutazione del presidente della Repubblica, Napolitano, e del suo staff tecnico. Al Quirinale proprio i novant'anni hanno sollevato più di una perplessità, senza contare che gli uffici del commissario europeo al Mercato interno hanno già chiesto chiarimenti al Governo italiano.  L'appuntamento. Di tutto questo, e degli ulteriori sviluppi, parlerà oggi il ministro per il turismo, Michela Vittoria Brambilla, che terrà una conferenza stampa alle 16 all'hotel Principe di Piemonte su decreto sviluppo, direttiva Bolkestein e distretti territoriali.

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