Il Tirreno

Versilia

Operai pronti ad occupare i cantieri

D.F.
Operai pronti ad occupare i cantieri

L'appello: se avranno il frazionamento ci manderanno via

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 VIAREGGIO. «C'è una crisi spaventosa e noi siamo disperati». Daniele Dinelli, delegato Fiom-Cgil di Polo nautico parla chiaro: «La crisi è enorme e sarebbe bene che Comune e Provincia lo capissero». Assemblea dei lavoratori, nella sala al primo Piano della palazzina ex Sec alla presenza del presidente della Provincia, Baccelli, e del suo assessore, Bambini.  I colleghi di Dinelli ascoltano attenti e annuiscono. Il messagio agli enti locali, impegnati nella trattativa che vede al tavolo azienda e sindacati, è di quelli che colpiscono duro: «Verificate se le imprese che chiedono le aree hanno lavoro».  I nomi dei cantieri che sono la nautica viareggina, snocciolati uno dietro l'altro, sono appaiati con una sola dicitura: "zero commesse". «Non si siedono al tavolo per spiegare cosa vogliono fare da grandi - continua Dinelli - perché non sanno nemmeno cosa faranno a giugno o a luglio. Questa è la verità, oggi, in Darsena. I Paesi emergenti ci strangoleranno e non c'è futuro se Viareggio non punta sugli ingredienti che l'hanno fatta grande: la professionalità e l'altissima qualità. Altrimenti non c'è prospettiva, perché il mercato ha già scelto chi rimane e chi no».  Le prospettive per l'estate alle porte sono pessime. L'attesa - spiegano i lavoratori - «è di nuovo cassaintegrazione per Fipa, con numeri consistenti. Perché la riduzione di lavoro - è l'allarme che lancia la Fiom - è decisamente più consistente». Si parla di «70-80% perché l'azienda ha già altri obiettivi».  Sull'ipotesi che si possa firmare oggi un accordo che prevde il frazionamento delle aree di Polo nautico, il giudizio di Dinelli è netto: «Firmare significherebbe decretare da soli il nostro licenziamento». Le imprese non aspettano altro «per mandare a casa i lavoratori». Decisi - è l'annuncio di Dinelli - «anche ad occupare, se sarà necessario». Il frazionamento è la richiesta fatta «solo per vendere», spiega un altro lavoratore che agli enti locali ricorda: «La madre di tutti i problemi, in questa vicenda, è l'occupazione. Garantita solo dalla consortilità, della quale i lavoratori sono la chiave».  Quelli di Polo Nautico, passati all'azienda consortile direttamente dalla Sec, ma anche quelli in forza alle singole aziende. Un concetto, quello dell'unità della forza lavoro, che più volte ricorre nell'assemblea. Anche se - racconta una lavoratrice - a passarsela peggio sono proprio quelli di Polo Nautico, che scontano il fatto di essere sindacalizzati: «Se ci fosse stato il frazionamento saremmo già andati tutti a casa. E lo ha dimostrato l'ultima cassaintegrazione che è stata selettiva. Essere sindacalizzati è una sorta di marchio a fuoco. Noi siamo convinti che appena le aziende avranno le aree, ci manderanno via. E, allora chiedo: con che coraggio le istituzioni potranno dare l'ok al frazionamento? Stateci vicino, invece, ed impediamo che ciò avvenga».  Il clima è inevitabilmente teso. Vista da qui, la Darsena della grande nautica sembra davvero essere arrivata a fine corsa. Sotto gli occhi di una città - e della sua politica tutta - che sembrano davvero non voler rendersene conto.

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