Sicurezza
«Mi dicono che è tutto a posto e che mi faranno delle lastre»
M.T.
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VIAREGGIO. Un dolore che, a quanto scrive, lo tormenta anche mentre usa la penna: «Mi è appena presa un'altra fitta forte di dolore alla spalla sinistra, fin verso il cuore». E poi quel lavoro nella cucina carceraria che vuole abbandonare, a costo di rimetterci qualche riduzione della pena. Daniele Franceschi non può saperlo, ma quello che racconta di sé nella lettera del 25 agosto sono gli ultimi pensieri, le ultime emozioni. Così, scorrendo tra le righe, si scopre che quella stessa mattina Daniele è stato sottoposto a una radiografia. «Mi hanno detto che cuore e polmoni sono a posto (...) Sento entrare il dolore a poco a poco dalla spalla sinistra fin verso il cuore, e dietro in mezzo alla schiena sempre e solo dalla parte sinistra. Dal dolore stavo per vomitare poco fa. Che ho una spalla più alta e una più bassa lo sapevo già, ma finora non mi aveva mai dato problemi. Se è per qualcosa del genere, a regola dalle lastre si dovrebbe vedere. Mah! Speriamo che capiscano da dove viene 'sto problema, così potremmo farci qualcosa». Poi si accorge che la "destinataria", cioè la mamma (che in realtà non riceverà la lettera fino a pochi giorni fa) potrebbe stare in pena. «Comunque tu non ti preoccupare, tanto sarà una cosa passeggera, vedrai». Poi Daniele racconta qualcosa della sua vita in carcere. Dice che lo sposteranno nella sezione A, ma non in una cella singola perché ha rifiutato il lavoro e perché c'è troppa gente, dice. «In qualche modo mi arrangio, però, eh. Come ho sempre fatto, anche ora troverò la maniera di stare il meglio possibile. Ma più che altro non vedo l'ora di uscire, di tornare a casa. Mi sono già rotto le palle di 'sti francesi e delle loro prigioni!». Poi la lettera si interrompe. Come se qualcosa avesse spento quelle emozioni.
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