Il Tirreno

Versilia

Tante bandiere a lutto in tutta la Versilia per il Giro d'Italia

<b>IL GIRO.</b> Per la morte di Wouter annullato anche il traguardo volante del Giro a Lido di Camaiore. I ciclisti sono rimasti in gruppo, quasi una processione. Tanto pubblico per sostenerli in questo momento difficile
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IL GIRO. Per la morte di Wouter annullato anche il traguardo volante del Giro a Lido di Camaiore. I ciclisti sono rimasti in gruppo, quasi una processione. Tanto pubblico per sostenerli in questo momento difficile

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 VIAREGGIO. Bandiere a mezz'asta in tanti stabilimenti balneari e lungo il percorso, tutto sul litorale, per il passaggio della cravona del Giro d'Italia. Non una corsa ieri, ma una processione nel ricordo di Wouter Weylandt, lo sfortunato corridore della Leopard caduto e morto sul colpo in discesa nella gara di Rapallo.  E se i corridori sono riusciti a salire in bicicletta ieri è solo per l'appello del padre di Wouter ad andare avanti, ad onorare la corsa e la vita su due ruote che vuol dire sacrificio e talvolta anche morte. Un clima mesto che si è riverberato anche sul passaggio in Versilia della carovana diretta a Livorno, con le squadre che a turno tiravano per dieci chilometri. Il tutto in un silenzio surreale.  Tanta gente lungo il percorso, da Forte a Marina a Lido e a Viareggio, ma non con quell'entusiasmo che ha caratterizzato tante edizioni del giro in Versilia. Tanti applausi per i ciclisti, tanti applausi nel nome del giovane corridore morto. E' stata una tappa senza scatti, senza classifica, una processione e un funerale insolito quanto appassionato, una giornata tristissima per la carovana rosa e per tutto il mondo del ciclismo: ecco i duecentosei ciclisti con il lutto al braccio sfilare compatti. C'era gente sotto quello che doveva essere il traguardo volante del passaggio in Versilia, ovvero su viale Colombo a Lido, davanti la piazza del pontile.  Qui il Giro ha vissuto in passata momenti intensi di tappa, visto che Camaiore è una capitale nazionale del ciclismo e in quel gruppo dei 206 ci sono anche Francesco Chicchi, velocista di rango, camaiorese doc e poi il campione, Alessandro Petacchi che a Lido ha anche casa.  C'era gente dunque, ma poca voglia di far festa. Voglia invece di far sentire ai corridori la piena solidarietà, una pacca sulle spalle ideale, l'invito ad andare avanti, anche e soprattutto nel nome di Wouter. E vedere poi in tv, più tardi, i compagni di squadra tagliare il traguardo di Livorno tutti assieme è stata una immagine forte, commovente, indimenticabile. Ciao Wouter, anche dalla Versilia.

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di Redazione web