Banche. Provvedimento del Governo per famiglie a basso reddito
Occhio al mutuo: fisso o variabile? È possibile bloccare gli aumenti
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VIAREGGIO. Le banche confermano la "ripresina" del mercato del mattone. Nel senso che i mutui non sono al palo, anzi qualcosa si sta muovendo. A questo proposito, i futuri acquirenti continuano a farsi la benedetta domanda: meglio un tasso fisso o un tasso variabile? Gli esperti spiegano che se si ha un impiego stabile, e la rata del mutuo è sostenibile, è consigliabile fare affidamento sul tasso fisso. I migliori sul mercato sono 4,89% a 20 anni e 4,99% a 30. Discorso diverso per i liberi professionisti e per chi, comunque, intende scommettere sul futuro. In questo caso, analisi di mercato indicano vantaggiosi tassi del 2,56% per 20 anni e del 2,57% per 30 anni. È bene ricordare, inoltre, che un provvedimento recente del Governo ha dato la possibilità a chi ha redditi inferiori a 30mila euro, e ha contratto un mutuo a tasso variabile, di bloccare gli aumenti futuri rinegoziando il contratto.
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