Proteste
«Insegne coperte, un danno»
Marco Pomella
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Le insegne oscurate di una azienda di Montramito Industriali perplessi. L'assessore: «Li avevamo avvertiti da tempo»
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MASSAROSA. Forse le cose potevano essere fatte diversamente. Vanno bene leggi e regolamenti, ma scoprire, dopo 20 o 30 anni, che non ci sono permessi per le insegne e doverle, di corsa, coprire con sacchi neri non è proprio il massimo, specie in tempi di crisi. La pensano così, le tante aziende lungo la Sarzanese e la via di Montramito, costrette a coprire i cartelli dei loro negozi, ed a passare giornate al telefono a rispondere ai clienti: «No signora, non abbiamo chiuso. Di certo, il danno di immagine è grande. E qualcuno, come Lucio Lucchesi, punta il dito sull'amministrazione comunale. Pensate, ad esempio, di aver ordinato la vostra auto ad una concessionaria, passare lì davanti, prima di averla ritirata, e trovare tutte le insegne oscurate con sacchi neri di plastica. Chi non penserebbe male? Eppure le cose sono chiare: il 90% di chi ha coperto l'insegna (e lo ha fatto volontariamente, per non incorrere in sanzioni) ha l'autorizzazione provinciale, ma scaduta. Gli altri non ce l'hanno proprio. «Vedere le insegne coperte è stato un colpo al cuore - dice Alessandro Pardini, neopresidente del consorzio di industriali - ed un danno di immagine pesante, soprattutto con questa crisi. È vero che in molti hanno scoperto di avere le carte fuori regola, ma c'è anche chi semplicemente non trova i documenti. Per questo, visto che ci eravamo detti disponibili a metterci immediatamente in regola, avevamo proposto al Comune una settimana di tempo, prima di partire con i controlli. Ed invece...». E invece i controlli, annunciati, sono partiti regolari. «Li avevamo avvisati con almeno 15 giorni di anticipo - si giustifica l'assessore al commercio Federico Pierucci - ma è in realtà dallo scorso anno che avevamo dato avvisaglie in questo senso. Non ci siamo certo svegliati una mattina e deciso il pugno duro. L'obiettivo era eliminare la selva di cartelli lungo le strade. Ora non possiamo che garantire il massimo supporto alle aziende per mettersi in regola in tempi rapidi». La Municipale, per ora, non ha emesso alcun verbale. Anche se è partita con i rilievi fotografici, poi arriveranno eventuali multe. Sulla questione interviene anche il consigliere provinciale Lucio Lucchesi (Pdci). «Il Comune si incontri con le aziende e individui un percorso di collaborazione. Da una parte applaudo al lavoro per fare pulizia lungo le strade - scrive - dall'altra però sono perplesso e sconcertato. Spesso si tratta di aziende che hanno l'insegna da 30-40 anni. In una fase di crisi generale come questa, la copertura delle insegne, per mesi, mette ancora di più in ginocchio le attività. Serve uno stop immediato. L'amministrazione comunale riprenda in mano una questione, che forse gli è un po' scappata di mano. Non si può pensare, che chi ha un'insegna da molti anni debba andarsi a cercare le autorizzazioni, o rivolgersi ad un professionista. Ci sarà un elenco di quelle che sono a norma in Comune. Bene, partiamo da quelle».
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