Il Tirreno

Versilia

In morte di un marito straordinario

Claudia Larini Il ricavato del suo libro andrà tutto in beneficenza
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Claudia Larini Il ricavato del suo libro andrà tutto in beneficenza

Claudia Larini ha fissato il suo dramma in un libro diario

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 CAMAIORE. «Alfonso ha alcune metastasi alla spina dorsale». Con queste parole, dette al telefono, Claudia Larini apprese della malattia del compagno, Alfonso Mottola. Era il 29 marzo 2010. Sei mesi dopo (e una settimana dopo le loro nozze, in ospedale) Alfonso si spegneva, consumato dal tumore. Il suo dolore, le ore d'angoscia al capezzale del compagno sono diventate un diario, ed ora un libro. «Mi consigliarono di tenere un diario, in quei giorni. E così ho fatto, per sei mesi, finchè Alfonso non è morto. Il primo passo è stato riprendere in mano quei manoscritti, e trovare il coraggio di rileggerli».  Claudia Larini ha passato mesi difficili.  «Ti crolla il mondo addoso - prosegue - Ti trovi senza più punti di riferimento, con due figli piccoli. Ci sono due modi di reagire: rassegnarsi, oppure cercare, anche in quel caso, qualcosa di positivo». E così Claudia ha fatto. «Le sensazioni che ho passato in quel periodo, quando Alfonso era malato, sono qualcosa di irripetibile. Ero tutt'uno con lui, un solo corpo. Vivevo la malattia con lui. Per questo, ho deciso di farne un libro. Per dare speranza, fiducia a chi è affetto da questa malattia e per i loro cari. Il diario - aggiunge Claudia - è esattamente quello scritto, di getto, di mio pugno. Il resto è quello che sono riuscita a rielaborare nel corso di questi mesi».  I proventi della vendita del libro, pubblicato da Edizioni 5 Marzo, dal titolo "Stanza numero 5", saranno devoluti a due associazioni: Per te donna e Lilt. Il volume sarà presentato domenica prossima, alle 17, in zona pontile, a Lido di Camaiore. «In copertina ho voluto espressamente fosse disegnato un fico - dice Claudia Larini - perchè era così che vedevo Alfonso, come un albero indistruttibile. Ma sono sicura che è stato chiamato a fare del bene altrove».  La morte di Alfonso gettò nel lutto la città ed anche il mondo dello sport. Alfonso era conosciuto da tutti, un vero sportivo, da anni impegnato nel ciclismo e nelle arti marziali.

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