Gioco
Appello di Bersani ai bagni «Non fidatevi di Tremonti dà le spiagge ai ricchi Usa»
Il leader Pd in città: «Occhio alle genialate del Governo» Stasera assemblea al Principe per discutere del decreto
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VIAREGGIO. Troppi punti oscuri nella riforma delle spiagge pensata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Al punto che il decreto sviluppo che punta a concedere per 90 anni parte delle spiagge «rischia di essere un boomerang, anziché un aiuto, per le imprese balneari. Favorendo l'arrivo dell'immobiliarista americano». Il segretario del Pd Pierluigi Bersani, in città - per la precisione in municipio - per l'incontro elettorale a sostegno del presidente della Provincia uscente Stefano Baccelli ne è convinto. E a supporto di ciò sferra una battuta: «Quando la Brambilla (il ministro del turismo, ndr) dice che è tutto a posto, è il momento di farsi il segno della croce».
Bersani ha dedicato una lunga parentesi del suo discorso alla direttiva Bolkestein, al decreto sviluppo e all'ipotesi dell'asta per le concessioni demaniali come previsto dalla direttiva europea. «Siamo il Paese - ha detto - che ha recepito la direttiva Bolkestein chiedendo una proroga al 2015. Adesso, di punto in bianco, quei geni di Brambilla e Tremonti cancellano la Bolkestein, con una formula che prevede diritti per 90 anni sulle superfici demaniali. Dall'Europa, ovviamente, ci chiedono spiegazioni». Bersani teme che dietro alla mano lanciata ai balneari ci sia l'ipotesi di gare pubbliche con appalti giganteschi, tanto da ingolosire grandi industriali. I tycoon a stelle a strisce, secondo un'immagine del segretario Pd. «Temo che la risposta che sarà data da questo governo sia che con diritti di 90 anni si dovrà per forza ricorrere alla gara pubblica delle concessioni, e a prezzi di mercato.
Con questa trovata - continua Bersani - rischiamo davvero che arrivi l'immobiliarista americano a comprare le nostre coste, altro che piccole imprese». Un decreto che quindi per Bersani «rischia di essere un boomerang. La verità è che è un decreto preelettorale, che contiene poca sostanza e molta confusione».
Assemblea al Principe. Proprio per discutere della riforma e dei suoi possibili effetti ci sarà un'assemblea stasera (alle 21) al Principe di Piemonte, organizzata dal Comitato No alle aste. Attesi imprenditori anche da altre parti d'Italia. Tra i bagni, infatti, si teme che dietro l'apparente assist di Tremonti (arrivato a scadenza elettorale) si celino fregature colossali.
Bersani ha dedicato una lunga parentesi del suo discorso alla direttiva Bolkestein, al decreto sviluppo e all'ipotesi dell'asta per le concessioni demaniali come previsto dalla direttiva europea. «Siamo il Paese - ha detto - che ha recepito la direttiva Bolkestein chiedendo una proroga al 2015. Adesso, di punto in bianco, quei geni di Brambilla e Tremonti cancellano la Bolkestein, con una formula che prevede diritti per 90 anni sulle superfici demaniali. Dall'Europa, ovviamente, ci chiedono spiegazioni». Bersani teme che dietro alla mano lanciata ai balneari ci sia l'ipotesi di gare pubbliche con appalti giganteschi, tanto da ingolosire grandi industriali. I tycoon a stelle a strisce, secondo un'immagine del segretario Pd. «Temo che la risposta che sarà data da questo governo sia che con diritti di 90 anni si dovrà per forza ricorrere alla gara pubblica delle concessioni, e a prezzi di mercato.
Con questa trovata - continua Bersani - rischiamo davvero che arrivi l'immobiliarista americano a comprare le nostre coste, altro che piccole imprese». Un decreto che quindi per Bersani «rischia di essere un boomerang. La verità è che è un decreto preelettorale, che contiene poca sostanza e molta confusione».
Assemblea al Principe. Proprio per discutere della riforma e dei suoi possibili effetti ci sarà un'assemblea stasera (alle 21) al Principe di Piemonte, organizzata dal Comitato No alle aste. Attesi imprenditori anche da altre parti d'Italia. Tra i bagni, infatti, si teme che dietro l'apparente assist di Tremonti (arrivato a scadenza elettorale) si celino fregature colossali.
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