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VIAREGGIO. Un medico in più nel turno di notte al pronto soccorso. In questo ...
Matteo Tuccini
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VIAREGGIO. Un medico in più nel turno di notte al pronto soccorso. In questo modo l'ospedale Versilia punta a rispondere in maniera efficace al consueto assalto estivo al reparto di emergenza-urgenza. Ma la misura, anticipa il primario Sergio Milletti al Tirreno, sarà con ogni probabilità confermata anche in inverno. Anche se con forme diverse. A luglio e agosto, infatti, a dar manforte ai due dottori oggi al lavoro nelle ore serali - pochi, secondo i sindacati - sarà un altro medico del reparto. Che sarà presente dalle 18 alle 24. Mentre da settembre in poi si vuole "arruolare" un esterno, che ovviamente stia in reparto con gli altri. «Stiamo lavorando per capire quali strutture possono collaborare - afferma Milletti - E darci un supporto nei momenti di difficoltà». Che, stando alle segnalazioni degli utenti, non mancano. «L'organico è a posto». Il fatto che ci fossero solo due medici al lavoro di notte è stato più volte contestato dalle associazioni sindacali e dallo stesso personale. Ma non è l'unico punto critico, secondo i dipendenti. Che lamentano di essere sottoposti a carichi di lavoro impressionanti, causa lacune di organico. «Negli ultimi mesi, è vero, abbiamo sofferto, arrivando a 4 posti vacanti - ammette Milletti - ora, però, abbiamo assunto a tempo determinato 3 persone. Due sono già al lavoro dai primi di aprile e per 6 mesi, rinnovabili; l'altra arriverà a fine maggio. Con questi interventi crediamo di poter affrontare nel modo migliore l'estate». Queste assunzioni sono sostituzioni maternità o per passaggio ad altri incarichi. Insomma, è un turn over che dovrebbe essere obbligatorio. Ma l'organico è in grado di reggere lo stress estivo? «Siamo in 21 - replica il direttore del reparto - e questo basta». Da considerare, inoltre che l'Asl ha più volte richiamato i medici di famiglia e le strutture del territorio a fare un maggior filtro, cioè a evitare l'arrivo al pronto soccorso di molti casi lievi o comunque trattabili da altri. In questi termini, solo l'Asl di Grosseto fa registrare prestazioni peggiori della Versilia. Ricoveri, problema irrisolto. Resta, invece, un rebus irrisolto la questione delle attese per i ricoveri. Più volte il nostro giornale ha pubblicato proteste - chiedendo chiarimenti all'Asl - su intere nottate passate dal paziente in barella al pronto soccorso, anziché sul letto come previsto quando il medico lo ordina. Ma a tutt'oggi questo problema continua a verificarsi al Versilia. «È un punto dolente - dice Milletti - difficoltà le abbiamo soprattutto con l'area medica, che dal canto suo fa salti mortali». Se un paziente arriva di sera, spesso deve attendere il pomeriggio del giorno dopo per essere ricoverato. Dai primi di maggio, è vero, il pronto soccorso può spedire un paziente alla clinica Barbantini, ma solo per determinate patologie e solo per 3-4 volte al mese. Un palliativo insufficiente. Braccialetto identificativo. Da alcune settimane il pronto soccorso ha introdotto - prima di altri presidi toscani - il sistema del braccialetto identificativo, che contiene i dati del paziente, tra cui le eventuali allergie. Un sistema per velocizzare ulteriormente i tempi, e ridurre il rischio di errori al momento della cura.
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