Sicurezza
L'ira dei bagni contro Flavio Briatore
«Non ci piace che abbia detto di essere favorevole alle aste»
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VIAREGGIO. Non è piaciuta affatto ai balneari la "sparata" di Flavio Briatore. Il manager ex Formula 1, tirato in ballo dai giornali per il basso canone (4mila euro) pagato allo Stato per il Twiga di Marina di Pietrasanta, si è difeso bombardando i colleghi. E loro hanno mal digerito questo attacco frontale. Briatore ha detto di essere favorevole alle aste delle concessioni nel 2015, da aprire «a chi ha investito davvero (sottinteso, lui)» e a scapito di quelli «che campano di rendita» (indicati da Briatore con una parola in inglese, forse per amplificare l'effetto). Ebbene, ieri in Versilia circolavano voci di un presunto "boicottaggio" del Twiga da parte dei balneari irritati. Niente di violento, per carità: le iniziative si sarebbero limitate a non accettare la pubblicità del bagno-locale. Però Francesco Belli, che dei bagni di Marina è il nume tutelare, smentisce: «Non credo si voglia davvero fare una cosa del genere - dice - si tratta di un imprenditore che ha attirato in Versilia, e nella nostra zona in particolare, l'attenzione dei media e un gran flusso di clienti. Certo che quello che ha detto ci è piaciuto poco. Diciamo che ha parlato da gestore e non da concessionario. A questo proposito, credo di poter dire che i 200mila euro che passa a quel signore toscano, come lo chiama lui, sono il frutto di un accordo tra privati che credo dia reciproca soddisfazione ad entrambi. Non dimentichiamoci che Briatore non ha solo lo stabilimento, ma anche il ristorante e la discoteca». Domani, intanto, al Principe di Piemonte (alle 21) ci sarà un'assemblea dedicata agli effetti del decreto Tremonti sulle spiagge. M.T.
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