Finanza
Premio, il Pd lancia Gemignani
Donatella Francesconi
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La giuria del Premio Viareggio: al centro la presidente Rosanna Bettarini Granaiola e Marcucci: il sindaco si faccia guidare dall'esperienza di Ghigo
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VIAREGGIO. Il sindaco «partecipi al tavolo istituzionale della Provincia e si facci ispirare da Ghigo Gemignani». La proposta arriva dai senatori Pd Manuela Granaiola e Andrea Marcucci. Per l'ex sindaco, lo stesso che nel 1975 firmò la convenzione con Leonida Repaci, tira aria di ritorno "in pista". Il suo nome, infatti, è anche tra quelli che il presidente del Festival pucciniano, Paolo Spadaccini, ha proposto per il nuovo Comitato scientifico della Fondazione in riva al lago. «Superata la consulenza di Aldo Belli - scrivono i due senatori - il sindaco si faccia guidare dall'esperienza di Gemignani». Anche se, visto l'ingarbugliamento raggiunto dalla vicenda, servirebbe di più un cane da valanga...Così da riuscire a ritrovarne il bandolo. Vale la pena di riassumere le "puntate" precedenti. A gennaio di quest'anno, con una determina firmata dal dirigente PierNello Martelli su indicazione dell'assessore alla cultura, Ciro Costagliola, l'amministrazione Lunardini dà incarico ad Aldo Belli, ex assessore, affinché metta a punto un progetto di revisione del Premio Viareggio e trovi finanziamenti. Quando il progetto è pronto, nero su bianco, la presidente in carica, Rosanna Bettarini insorge e chiede il ritiro della determina. Ne nasce un lungo tira e molla che vede da una parte il direttore generale del Comune, Edoardo Rivola, favorevole al ritiro del provvedimento che Bettarini ha giudicato «illegittimo»; dall'altra l'assessore Costagliola che difende la propria scelta; in mezzo c'è il sindaco Lunardini, deciso a riaprire il dialogo con la presidente. Che, però, a buifera scoppiata annuncia la rescissione del contratto di cessione del Premio al Comune (quello siglato con atto notarile appunto ai tempi di Gemignani sindaco) e l'intenzione di portare la manifestazione in Calabria, regione che a Repaci ha dato i Natali e che non vede l'ora di accolgiere l'evento. Il Premio è già sul treno diretto al Sud quando il presidente della Provincia, Baccelli, si offre come mediatore. Sono i fatti degli ultimi giorni: l'incontro separato Bettarini-sindaco e poi quello con Provincia, senatori Pd, Regione; i comunicati stampa di contenuto completamente diverso; il ribadire da parte di Rosanna Bettarini (sempre accompagnata dal marito, Lucio Trizzino che del Premio sarebbe diventato il segretario) che con l'amministrazione Lunardini il rapporto è guasto irrimediabilmente. Ieri il comunicato di Granaiola e Marcucci: «Il sindaco Lunardini - si legge - prima ha creato il caso tentando di deligittimare il prestigio e l'autonomia del Premio Viareggio fino a metterne in discussione il legame con la città, e ora stenta ad individuare una via d'uscita onorevole». I due senatori ricordano: «Abbiamo atteso invano, in occasione dell'incontro di sabato al Centro congressi, il sindaco o almeno un suo delegato. Noi comunque rinnoviamo l'invito: la Giunta di Viareggio venga a confrontarsi con le altre istituzioni. La nostra proposta è chiara ed ispirata al bene della città: si leghi in modo indissolubile il Premio a Viareggio e si trovino le modalità per rafforzarlo a partire da questa edizione. Superata la consulenza di Aldo Belli, il sindaco si faccia guidare dall'esperienza di Gemignani, il primo cittadino che nel 1975 firmò la convenzione con Repaci». E, come segnale di buona volontà, il Comune «trovi le risorse per finanziare il Premio a pochi mesi dal suo svolgimento».
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