Proteste
LARDINELLI (FIBA)
Stangate? Non credo
M.T.
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VIAREGGIO. Dolorante, ma soddisfatto. Venerdì pomeriggio, a poche ore di distanza dall'annuncio del decreto Tremonti sulla riforma delle spiagge, il presidente nazionale dei balneari di Confesercenti Vincenzo Lardinelli è stato travolto da un motorino mentre con la bici si recava al suo Balena in Passeggiata. Per lui due costole fratturate e un bello spavento, mitigato dal fatto che Tremonti - a suo dire - ha fatto la grazia. «Diciamo che ha puntato con decisione sul turismo balneare, come noi chiedevamo da sempre - afferma Lardinelli - un fattore da non trascurare è che le aziende, dopo un periodo in cui avevano perso molto del loro valore, ora sono tornate ad avere un peso importante. È chiaro che la questione del canone dovrà essere esaminata, anche se non credo che ci saranno quegli aumenti di cui si parla. E poi non credo che i rincari ricadranno sui prezzi ai clienti». Lardinelli, ieri, si è anche confrontato con gli ambientalisti, che considerano il decreto un via libera alla cementificazione. «Dove ci sono gli stabilimenti non c'è stata speculazione edilizia - dice -, anzi noi abbiamo contribuito, in qualche modo, a proteggere il territorio». Che la Versilia sia il simbolo di «uno sfregio» già consumato è convinto invece il presidente del parco dell'arcipelago toscano Mario Tozzi. «Là hanno occupato già tutto con ombrelloni fissi, casotti e piscine. Potrebbe accadere anche altrove. Questo decreto è una vera jattura per le coste italiane». Per Lardinelli, il modello Versilia, al contrario, è del tutto positivo. «In Versilia e in Romagna è stato inventato il turismo balneare - afferma - un modello unico, apprezzato in tutto il mondo. Quando a Miami c'erano ancora le capanne sulla spiaggia noi avevamo già servizi organizzati. E non si può dire che negli anni i balneari abbiano compiuto cementificazioni». Infine, l'attacco all'Unione Europea. «Francamente non capisco perché si debba pronunciare su qualcosa che dice lei stessa di non aver letto. Ne fanno una questione di metodo, anziché di merito. Resta il fatto che finché gli altri, vedi Francia e Spagna, tutelano le loro imprese, nessuno dice nulla. Se lo facciamo noi, casca il mondo».
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