Il dolore
Le gare per le spiagge ci saranno
Matteo Tuccini
La zona dove ci sono ombrelloni e sdraio resterà fuori dal diritto di superficie
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VIAREGGIO. Le leggi nostrane sono come le grida di Manzoni: tante, lambiccate e a volte contraddittorie. Non sembra fare eccezione il decreto sviluppo firmato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che cede ai privati per 90 anni la gestione della parte di spiaggia dove ci sono le strutture. Tanti i punti interrogativi, tra cui una sensazione sempre più evidente: le gare per l'affidamento non sono state affatto evitate.
«Una parte andrà a gara». Il motivo risiede nella distinzione, tutt'altro che scontata, tra la zona dove ci sono le cabine, chioschi e altro e quella dove ci sono sdraio e ombrelloni. Demarcazione che - stando al decreto - dovrà essere a cura del Comune, per essere poi approvata dalla Regione. Secondo gli stessi bagni, è difficile pensare che il diritto di superficie verrà esteso fin quasi alla battigia. Venerdì, in un colloquio con Il Tirreno, il dubbio lo aveva instillato anche Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Ascom: «Non credo che la parte con ombrelloni e sdraio, un punto direi importante della nostra attività, rientrerà nell'affidamento per 90 anni». Lo stesso sostiene Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti: «È probabile che l'evidenza pubblica si farà per il pezzo di spiaggia dove ci sono gli ombrelloni. Ovviamente la nostra speranza è che non si crei ulteriore confusione, dando la possibilità a chi prende la parte con le strutture di ottenere anche quella di fronte all'acqua». E che ne pensano i Comuni, che dovranno tracciare quella linea che dovrà distinguere, appunto, le zone? «Prima di fare un'operazione del genere - afferma Angelo Bertolucci, dirigente del Demanio a Viareggio - bisognerebbe sdemanializzare, altrimenti ha poco senso chiedere l'intervento di Comuni e Regioni». Tra l'altro, Viareggio sostiene di aver già tracciato la linea nel piano della Passeggiata, distinguendo tra la spiaggia (dove ci sono i chioschi), l'arenile (ombrelloni) e i 5 metri del passaggio sul mare.
Il diritto di superficie. Il grimaldello usato da Tremonti per dare parte di spiaggia agli stabilimenti suscita numerosi dubbi. «Il diritto di superficie? Non capisco come possa essere usato in questo frangente - spiega il dirigente Bertolucci - Si tratta del meccanismo che fu adoperato a suo tempo per gli appartamenti in Passeggiata. Ma lì fu un caso diverso. Intanto perché si trattava di demanio comunale, e poi perché il diritto di superficie presuppone la "cessione" del terreno con il pagamento una tantum. Niente a che vedere con il canone di cui si parla in questi giorni». Per gli immobili in Passeggiata l'operazione fruttò circa 20 milioni di euro all'amministrazione, come ricordano l'ex assessore Fabrizio Manfredi e il dirigente Franco Allegretti. Una cifra consistente, ma inferiore rispetto a quella che potrebbe essere ricavata nel caso delle spiagge. Già, perché solo su una cosa sono tutti d'accordo: se il piano di Tremonti andrà in porto, l'esborso a carico dei bagni sarà notevole.
«Una parte andrà a gara». Il motivo risiede nella distinzione, tutt'altro che scontata, tra la zona dove ci sono le cabine, chioschi e altro e quella dove ci sono sdraio e ombrelloni. Demarcazione che - stando al decreto - dovrà essere a cura del Comune, per essere poi approvata dalla Regione. Secondo gli stessi bagni, è difficile pensare che il diritto di superficie verrà esteso fin quasi alla battigia. Venerdì, in un colloquio con Il Tirreno, il dubbio lo aveva instillato anche Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Ascom: «Non credo che la parte con ombrelloni e sdraio, un punto direi importante della nostra attività, rientrerà nell'affidamento per 90 anni». Lo stesso sostiene Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale di Fiba Confesercenti: «È probabile che l'evidenza pubblica si farà per il pezzo di spiaggia dove ci sono gli ombrelloni. Ovviamente la nostra speranza è che non si crei ulteriore confusione, dando la possibilità a chi prende la parte con le strutture di ottenere anche quella di fronte all'acqua». E che ne pensano i Comuni, che dovranno tracciare quella linea che dovrà distinguere, appunto, le zone? «Prima di fare un'operazione del genere - afferma Angelo Bertolucci, dirigente del Demanio a Viareggio - bisognerebbe sdemanializzare, altrimenti ha poco senso chiedere l'intervento di Comuni e Regioni». Tra l'altro, Viareggio sostiene di aver già tracciato la linea nel piano della Passeggiata, distinguendo tra la spiaggia (dove ci sono i chioschi), l'arenile (ombrelloni) e i 5 metri del passaggio sul mare.
Il diritto di superficie. Il grimaldello usato da Tremonti per dare parte di spiaggia agli stabilimenti suscita numerosi dubbi. «Il diritto di superficie? Non capisco come possa essere usato in questo frangente - spiega il dirigente Bertolucci - Si tratta del meccanismo che fu adoperato a suo tempo per gli appartamenti in Passeggiata. Ma lì fu un caso diverso. Intanto perché si trattava di demanio comunale, e poi perché il diritto di superficie presuppone la "cessione" del terreno con il pagamento una tantum. Niente a che vedere con il canone di cui si parla in questi giorni». Per gli immobili in Passeggiata l'operazione fruttò circa 20 milioni di euro all'amministrazione, come ricordano l'ex assessore Fabrizio Manfredi e il dirigente Franco Allegretti. Una cifra consistente, ma inferiore rispetto a quella che potrebbe essere ricavata nel caso delle spiagge. Già, perché solo su una cosa sono tutti d'accordo: se il piano di Tremonti andrà in porto, l'esborso a carico dei bagni sarà notevole.
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