Il Tirreno

Versilia

L’azienda ha incontrato i sindacati dopo la scossa di Pasqua

La Salov vende solo quote e resterà in mano ai Fontana

<strong>SALOV</strong>. Il grande stabilimento oleario di via Montramito cuore produttivo della Salov
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SALOV. Il grande stabilimento oleario di via Montramito cuore produttivo della Salov

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MASSAROSA. La famiglia Fontana non lascerà la Salov ma cerca, piuttosto nuovi partner, senza escludere nemmeno la via della quotazione in Borsa, per un piano triennale di rilancio del gruppo. Gruppo che ha buoni numeri (oltre 300 milioni di ricavi, il 60% all'estero con quote notevoli del mercato americano: il 20%) ma deve fronteggiare un mercato sempre più difficile e concorrenziale. Questa la linea di azione dei Fontana illustrata, nella sede dell'assoindustriali a Pietrasanta, dal direttore generale della società olearia, Alberto Baraldi, ai sindacati. Nei prossimi giorni i sindacati dovranno riunirsi per una valutazione e un approfondimento di quanto riferito dall'azienda. L'allarme resta acceso. 

«Non commento le dichiarazioni dell'azienda. Dico solo che vogliamo esserci quando verrà discusso il piano industriale di rilancio. E' quello che conta e con quello che bisogna misurarci», dice secco Lino Giovannelli segretario della Flai-Cgil. Il sindacato ha ancora negli occhi il brutto ricordo della ristrutturazione del gruppo Bertolli e quindi è soprattutto interessato al ruolo che nel futuro piano avrà lo stabiliemento di produzione di Montramito che dà lavoro diretto a circa 200 dipendenti e produce 400mila litri di olio tutti i giorni per 130milioni di pezzi l'anno con vari marchi, di cui i più famosi sono Sagra e Filippo Berio. 

Ai sindacati Baraldi ha confermato anche le dichiarazioni rese a Italia Oggi in risposta a quanto rivelato dal Mondo sulle manovre per la Salov.  Ovvero che è stata chiesta sì la consulenza finanziaria e industriale di Mediobanca e Boston Consulting ma con l'obiettivo di arrivare a cessioni di quote (magari a fondi di investimento), oppure ad una quotazione in Borsa. Non un mandato a vendere tutto. Questo per trovare denaro fresco da investire nel gruppo guidato dai Fontana: da Alberto, 55 anni (presidente), Pier Luigi (68) e Antonio (62) consiglieri delegati. Ovviamente la società ha dovuto nel frattempo organizzarsi per l'arrivo di "estranei".

Da qui la necessità di separare tutto quello che è produzione olearia dagli affari immobiliari, vedi il progetto presentato al Comune di Viareggio per il piano di recupero della vecchia sede sul Burlamacca ai piedi del cavalcavia. Piano già cambiato diverse volte (l'ultima versione vede uno quota massiccia di commerciale piuttosto che di residenziale). Questa parte degli interessi dei Fontana è stata tutta conferita ad una nuova società, la «Innovare». I Fontana dicono di volere restare, e in maggioranza. Ma intanto si parla di interessamento anche di gruppi concorrenti spagnoli (Sos, proprietaria dei marchi Bertolli e Sasso) e portoghesi (Sovena).

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