Italia
Ristoranti, altra mazzata Cucine degli alberghi aperte ai non clienti
Matteo Tuccini
L'opportunità è stata concessa dal ministro Brambilla Giampaoli (Fipe): «Misura antistorica e inutile»
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VIAREGGIO. Ristoranti sotto assedio. Non bastava la polemica con i bagni, che a Lido ha aperto un fronte chiamato ironicamente "la guerra dello spaghetto". Ora ci si mette anche il ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla detta "la rossa" (non certo per simpatie politiche, visto che è una berlusconiana di stretta osservanza), che ha praticamente dato il via libera agli alberghi per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande anche ai non clienti. In parole povere, anche se non si prenota una camera si può tranquillamente andare a pranzo o a cena nella struttura ricettiva. Un'opportunità concessa finora a pochi. Una riforma che ha già scatenato le ire dei ristoratori. E che il giorno dopo l'ufficializzazione della notizia vede il commento sarcastico di Esmeralda Giampaoli, titolare del ristorante Nitens in Darsena e presidente nazionale della Fipe Confesercenti. «Un provvedimento che nasce già vecchio». «Linea antistorica». «Quella del ministro Brambilla non è certo una riforma all'insegna della novità - dice - Anzi, direi che va contro la storia. Si sa che per anni le strutture ricettive, a partire dalle pensioncine, hanno investito sulla ristorazione. Ma nel corso degli anni questo tipo di servizio doveva fare i conti con introiti crescenti e ricavi calanti. A quel punto molte strutture hanno smesso di fornire la ristorazione, limitandosi all'uso delle camere». Esmeralda Giampaoli non ne fa una questione di lobby. «Sarebbe assurdo - dice - che ci opponessimo a delle opportunità offerte ad altri. So per certo che aprire un ristorante in un albergo comporta gli stessi obblighi che sono chiesti a noi, ed è chiaro che dovrà essere il mercato a decidere chi deve sopravvivere e chi no. Ecco perché, ribadisco, quanto è accaduto in questi anni dovrebbe far riflettere chi ha deciso per questa riforma». Da sottolineare che non è solo il Governo a firmare provvedimenti di questo genere. Tempo fa la Regione dette una chance simile - la somministrazione di alimenti e bevande ai non ospiti - agli agriturismi. In quel caso, comunque La guerra dello spaghetto. È difficile, comunque, per i proprietari dei ristoranti digerire l'ennesimo boccone amaro. In Versilia, infatti, ormai da tempo i proprietari dei locali lamentano la concorrenza sleale degli stabilimenti balneari, che hanno nel corso del tempo investito sulla cucina come modalità di attrazione dei clienti. Un servizio aggiuntivo che è stato interpretato da tanti in maniera corretta - cioè chiedendo la licenza necessaria, che comporta obblighi ed eventualmente sanzioni - mentre altri stabilimenti, sicuramente la minoranza, hanno sbandierato menù degni della miglior trattoria senza autorizzazione alcuna. La querelle è stata affrontata dal Comune di Camaiore che ha deciso di consentire ai bagni di rimanere aperti fino alle 24, quindi offrendo un servizio di cena, ma soltanto ai propri clienti. Per dimostrarlo, sarebbe bastato un semplice biglietto fornito dal titolare del bagno. Un obbligo che è stato considerato dai ristoratori facilmente aggirabile.
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