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Dopo decenni la scuola versiliese torna a far parlare di sè: con Sgarbi e Cancogni a Venezia
Mario Francesconi e Beppe Biagi due pittori viareggini alla Biennale
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Sopra una foto giovanile di Mario Francesconi a sinistra Vittorio Sgarbi curatore della Biennale 4 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Un viareggino sbarca alla Biennale. È iniziato ieri il viaggio che porterà il pittore Mario Francesconi alla 54ª Esposizione Internazionale d'Arte dal titolo "Illuminazioni-Illuminations", in programma a Venezia dal 4 giugno al 27 novembre. Dopo tanti anni di assenza di artisti versiliesi dalla Biennale, torna a farsi largo all'interno del Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi, un viareggino doc, che succede a personaggi e concittadini del calibro di Lorenzo Viani, Mario Marcucci e Alberto Sargentini. Classe 1934 e un curriculum di tutto rispetto per Francesconi che, dalla prima mostra personale nel 1959 alla galleria d'arte "La Navicella" di Viareggio, è arrivato a esporre in tutto il mondo, da Milano a Tokyo, da Basilea a Vienna, da Salerno a Francoforte e a stringere amicizie e rapporti professionali con le più importanti figure del mondo intellettuale italiano della seconda metà del secolo scorso. Solo per fare alcuni nomi: Leonardo Sciascia, Pierpaolo Pasolini, Cesare Zavattini, Pablo Neruda, Carlo Bo e, non ultimo, Manlio Cancogni. Ed è stato lo scrittore e giornalista, bolognese di nascita ma versiliese di adozione, che ha "sponsorizzato" Mario Francesconi (le cui opere sono valutate intorno ai 1.000 euro per gli acquarelli) quale candidato ideale alla Biennale. Quest'anno il curatore Sgarbi, chiamato a questo incarico da Sandro Bondi e in lite con Galan, neo ministro ai Beni Culturali che ha bocciato la sua nomina a sovrintendente del Polo museale veneziano, ha elaborato un criterio di selezione originale. Lo slogan del padiglione sarà "L'arte non è Cosa Nostra", cioè per la prima volta non gestita dalle mafie dello star system. «Non ho chiesto, né a critici d'arte, né a me stesso, quali siano gli artisti di maggiore interesse tra il 2001 e il 2011 - spiega il critico ferrarese - ma a scrittori e pensatori, il cui credito è riconosciuto per qualunque riflessione essi facciano sul nostro tempo». Questi 200 "segnalatori",tra cui spiccano i nomi di Giorgio Albertazzi, Dario Fo, Ferzan Opztek, Oliviero Toscani e Ennio Morricone, hanno indicato l'artista, il pittore, il fotografo, il ceramista, il designer più interessanti di quest'apertura di millennio e Cancogni, selezionato tra questi grandi "uomini di pensero", ha optato per Francesconi. «Ho segnalato Mario Francesconi - dice Cancogni - perché è un pittore vivente e perché, anche se non è più un ragazzo, ha una fantasia eccezionale, giovanile in un momento così buio per l'arte, in cui in giro non ci sono novità. Mario è uno dei pochi superstiti del dadaismo, la corrente culturale nata nel 1916 durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo questa segnalazione, però, non l'ho sentito e non so le sue impressioni a riguardo». Il legame tra il pittore e il giornalista è ormai datato. Cancogni scrisse un racconto, edito da Pananti, che vedeva protagonista Tobia, il cane di Francesconi a cui il pittore aveva dedicato una significativa serie di opere. Dopo l'ultima mostra antologica a Firenze nel 2010, per il pittore, padre del carrista Gionata Francesconi, arriva il momento di approdare all'Arsenale, sede del Padiglione Italia, che riserverà un ruolo importante al 150º anniversario dell'Unità d'Italia con numerose iniziative, tra cui le esposizioni promosse nelle regioni italiane e le attività programmate negli Istituti di Cultura. Il progetto si completa con la presenza delle 20 Accademie di Belle Arti, le cui opere troveranno spazio nelle Tese di San Cristoforo. Rimasto fuori dai giochi Giuseppe Biagi, pittore viareggino, la cui presenza alla vigilia era data per certa. Ma nonostante sia stato ufficializzato l'elenco dei partecipanti, l'artista non perde la speranza. «Hanno detto che mi avrebbero fatto sapere tra oggi e domani - ha commentato - continuo a incrociare le dita». Tra polemiche, minacce di dimissioni da parte di Sgarbi e animati confronti tra quest'ultimo e Bice Curiger, storica e critica dell'arte, curatrice di mostre a livello internazionale e quest'anno direttrice della Biennale, negli storici Padiglioni ai Giardini, all'Arsenale e nel centro storico di Venezia tutto sembra pronto per partire, nonostante gli artisti italiani ben poco sanno dello spazio a disposizione, dei tempi di consegna e del trasporto dell'opera. La vernice è in programma per i giorni 1, 2 e 3 giugno, mentre la cerimonia di inaugurazione nei Giardini della Biennale il 4 giugno, data in cui la giuria assegnerà i premi ufficiali: Leone d'oro per la migliore Partecipazione nazionale, Leon d'oro per il miglior artista e Leone d'argento per il più promettente giovane artista. E chissà se anche Francesconi riesca a raggiungere la vetta più alta del podio.
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