Sicurezza
Evitare le gare costerà salato
Matteo Tuccini
Bagni, stangata sui canoni. E si pagheranno più tasse
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Evitate le gare delle concessioni? Forse, ma a caro prezzo. Quello tra i balneari e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti rischia di essere un patto col diavolo: in cambio dei 90 anni di gestione delle spiagge, concessi dallo Stato con il meccanismo del diritto di superficie, gli stabilimenti dovranno affrontare un aumento dei canoni senza precedenti. Si parla, addirittura, di cifre pari a 10 volte quelle attuali. Non solo. Gli imprenditori potranno chiedere la gestione della zona dove insistono i chioschi e le strutture solo se in regola con il Fisco, e aderendo in maniera completa agli studi di settore, cioè alle stime dei ricavi della loro attività. Insomma per farla breve, usando una dichiarazione dello stesso Tremonti in un'audizione in Parlamento, «i bagni pagheranno più tasse». Come funziona il decreto. A spiegare il meccanismo ideato dal superministro è Alessandro Del Dotto, esponente del Pd e avvocato esperto nel diritto amministrativo. «Ammesso che il testo sia quello che verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale - dice Del Dotto - il che non è affatto scontato, e che nei 60 giorni necessari per convertire in legge il decreto sviluppo, tutto fili liscio, il sistema dovrebbe funzionare così. I Comuni proporranno la linea che dovrà dividere l'arenile, dove varrà il diritto di superficie, dalla spiaggia, che invece resterà libera al 100%. A quel punto la Regione dovrà approvarla con un provvedimento». Qui c'è il primo inghippo: chi dà la certezza che i Comuni rinuncino a una grossa fetta di spiaggia, che significa introiti minori? Il canone, infatti, sarà ripartito tra Regioni, Comuni e ministero dell'Interno. Successivamente, ogni balneare potrà fare richiesta per vedersi attribuire il contratto di superficie sulla zona dove ci sono le strutture. A cui corrisponderà un canone da pagare ogni anno (per 90 anni) di gran lunga superiore all'attuale, perché basato su prezzi di mercato. La richiesta sarà accettata solo in assenza di contenziosi con lo Stato per tasse e imposte, e comunque in presenza di un comportamento fiscale "pulito". Alla fine dei 90 anni lo Stato rientrerà in possesso di tutto, senza un euro di indennizzo al titolare dello stabilimento. Infine, è bene sapere che i concessionari soggetti a procedura di incameramento o con immobili già incamerati non potranno chiedere di accedere al contratto di superficie. Per loro, le aste si profilano inevitabili. «Agevolazioni? Mah...» A proposito delle tasse, Del Dotto spiega: «Tremonti afferma di voler inserire agevolazioni fiscali per i distretti - dice - però li ha chiamati "alberghieri". Questo farà sì che accedere alle agevolazioni sarà possibile solo mettendo d'accordo tutti, dai bagni ai ristoranti fino agli alberghi. Conoscendo la Versilia, sarà dura».
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