Sicurezza
«La Macchia lucchese è viva»
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Una bella immagine del parco naturale Il lavoro e la passione degli operatori di Legambiente
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VIAREGGIO.«Il polmone verde che unisce Viareggio a Torre del Lago è tutto un rigoglio di vita. In ogni dove nuove piantine crescono: lecci, farnie, ontani, frassini, viburni, pioppi, salici, biancospini, alaterni, corbezzoli, filliree e perfino nuovi pini (soprattutto pini marittimi) occupano gli spazi lasciati liberi da vecchie piante ormai giunte alla fine del loro ciclo vitale». Lo sottolienano gli operatori di educazione ambientale del Centro visite di Villa Borbone, gestito da Legambiente. Gli operatori al lavoro a Villa Borbone sottolineano come «la pineta di Levante staa tutt'altro che morendo. Proprio da gennaio, la nostra Macchia Lucchese è stata oggetto di studio da parte di intere classi di studenti delle scuole di Viareggio (ben 22 classi), Pontasserchio, Massa, Torino, Firenze. Presso la Villa Borbone sono stati organizzati laboratori di educazione ambientale per stimolare i ragazzi alla conservazione del proprio territorio ed eventi tematici che richiamavano le tradizioni di Viareggio cui la popolazione ha partecipato con entusiasmo». Per l'estate 2011, come già per l'anno passato, «sono previste giornate di pulizia realizzate da ragazzi provenienti dagli Usa. Presto verrà inoltre inaugurato un sentiero didattico accessibile a tutti, con ponticelli che attraverseranno le lame, punti panoramici e cartelli esplicativi. Infine, da ricordarsi che nel corso delle ultime settimane di maggio, durante la Festa del Parco, si svolgeranno diverse manifestazioni (Bat Night, Maratona fotografica, Escursioni guidate) volte alla riscoperta della Macchia Lucchese, convinti che la conoscenza sia il primo passo per la comprensione e il rispetto dell'ambiente naturale». E se c'è chi coglie l'occasione di attaccare il Parco per le zanzare presenti in zona, gli operatori ricordano che «le zone allagate (lame e fossi di scolo), a dispetto di quanto molti pensino, rappresentano aeree a basso impatto: la presenza di anfibi (rane, rospi, tritoni, salamandre) riduce sensibilmente la proliferazione delle stesse. L'ambiente favorito dagli individui per la deposizione non è rappresentato dalle lame bensì da pozzanghere e sottovasi distribuiti nelle case. In poche parole, un po' di senso civico aiuterebbe a ridurre la presenza di zanzare nelle aree dove l'umidità ne favorisce di per sè la diffusione».
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