Il Tirreno

Versilia

Aste, Tremonti divide i balneari

Luca Cinotti
Aste, Tremonti divide i balneari

I sindacati entusiasti del provvedimento, freddezza dal Comitato

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VIAREGGIO. Anche se era nell'aria (e il Tirreno l'aveva anticipata), la notizia della trasformazione in diritto di superficie delle concessioni demaniali ha spiazzato - chi più chi meno - i balneari della Versilia. E questa situazione si riflette nelle reazioni alla conferenza stampa del ministro Giulio Tremonti.

Che vanno dalla soddisfazione espressa a chiare lettere (vedi sotto la voce Vincenzo Lardinelli) alla "cautela" che sottintende un «non ci fidiamo poi troppo» del Comitato no alla aste che (una volta di più, verrebbe da dire), marca le distanze dai sindacati "ufficiali" della categoria.

«Per le nostre aziende si apre un'era nuova - spiega, raggiunto a caldo dopo la notizia del decreto, Vincenzo Lardinelli, patron del Balena e presidente di Fiba-Confesercenti -: per me è anche un motivo di soddisfazione personale, visto che è un'idea che portiamo avanti da qualche anno. E tanti pensavano anche che fossimo dei matti...».

Lardinelli è, però, consapevole che la storia non finisce certo qui: «Certo, ora bisognerà vedere come sarà gestita l'applicazione della norma: più i costi saranno ragionevoli, pià ci sarà spazio per gli investimenti».  Il presidente di Fiba mette poi l'accento sulla garanzia per l'ambiente e il paesaggio che una concessione in mani "sicure" può garantire: «Anche il decreto - spiega - prevede norme ben precise da rispettare per chi vuole costruire sulla concessione».

Sostanzialmente sulla stessa linea la posizione di Graziano Giannessi, vicepresidente nazionale del Sib-Copnfcommercio: «Il provvedimento va nel senso giusto. Ed è un senso che noi abbiamo sostenuto da due anni a questa parte. D'altra parte vorrei ricordare che un progetto di legge di questo tenore noi l'abbiamo presentato già due anni fa al ministero...». C'è l'orgoglio del sindacalista, nelle parole di Giannessi, ma spunta anche quello di balneare viareggino e versiliese: «È anche il risultato di una lotta che abbiamo portato avanti noi operatori versiliesi e che, finalmente, arriva a farci riconoscere la dignità di aziende».

A questo proposito, Giannessi è pronto a scommettere che ora «si rimetterà in moto tutto l'indotto, anche grazie alle garanzie che daremo alle banche: un diritto di superficie di 90 anni è praticamente comparabile alla proprietà».  Il tono è diverso, molto diverso, dalle parti del comitato "No alle aste".

Emiliano Favilla, alle otto di sera, è nel bel mezzo di una riunione: «Accogliamo il provvedimento con cautela. Ci sono molte parti da chiarire, che se sono a favore nostro lo fanno diventare meraviglioso, altrimento lo annullano». Dichiarazioni diplomatiche, che poi diventano più taglienti: «È un decreto arrivato in maniera troppo repentina, troppo vicina alle elezioni. Innanzitutto bisognerà capire bene il ruolo dei distretti, nei quali saranno anche gli alberghi, vedere come potranno condizionare il tutto. E poi, cosa più importante, verificare come verrà fatta la demarcazione dell'arenile: cosa verrà compreso nella parte che andrà in diritto di superficie come edificio?».

C'è, poi, un aspetto puramente economico: «Bisognerà capire se le imprese ce la faranno a sopportare lo sforzo che, per il momento, non è quantificato con precisione».  Insomma, il comitato è tutto fuorché disposto a sotterrare l'ascia di guerra: «La nostra bandiera rimane a sventolare, sul pennone pià alto», conclude Favilla. ALTRO SERVIZIO A PAG. 3

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