Il Tirreno

Versilia

«Ma quali schedature, basterà un biglietto»

Marco Pomella
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CONCORRENZA. Un cliente osserva un menù fuori dal bagno

Cene nei bagni, il sindaco: «I clienti dovranno farsi riconoscere»

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 CAMAIORE. «Non un vero e proprio elenco dei clienti. Basterà che chi viene trovato a cena abbia un biglietto rilasciato dallo stabilimento». A spiegare il senso dell'ordinanza, da lui stesso firmata, è il sindaco Giampaolo Bertola. Che vorrebbe, una volta per tutte, mettere la parola fine alla "guerra dello spaghetto" tra concessionari e ristoratori. «L'unica finalità di questa ordinanza è riportare bagni e ristoranti alle rispettive competenze».  Alla presa di posizione di diversi bagni (che hanno contestato apertamente la possibilità di "schedare" i clienti) e a quella della stessa associazione balneari (il presidente Petrucci aveva lamentato che molti clienti non sapevano se doversi recare al mare con documento d'identità a portata di mano), risponde Bertola. «Ai clienti sarà rilasciato un biglietto. Non dovranno presentare nessun documento, nè essere schedati. Ma i controlli dei vigili ci saranno; se a tavola si trovano 3 mila persone, è ovvio che non sono tutti clienti».  Bertola replica anche ad Andrea Favilla (Rc). «Prima di tutto - dice il sindaco - dovrebbe chiarire che non parla come consigliere, ma come gestore di un bagno. Parla dei suoi interessi, quindi, non di chi l'ha votato. Detto questo, non c'è scritto da nessuna parte che si debba negare un bicchiere d'acqua al senegalese, o camaiorese che sia. Durante l'orario di apertura del bagno, fino alle 20, tutti i servizi devono essere dati a tutti gli avventori della spiaggia. Che sia un bicchiere d'acqua, un panino o l'uso del wc. Solo dalle 20 in poi la cosa è ristretta esclusivamente ai clienti».  Il sindaco non ha gradito, che le sue parole siano state intese da qualcuno, come "proclami". «Molti bagni mi hanno sfidato apertamente, con le pubblicità in mezzo alla passeggiata e i ristoranti pieni. Il primo maggio gli agenti hanno effettuato rilievi fotografici, soprattutto per quanto riguarda i cartelli pubblicitari. A questi, potete starne certi, seguiranno i verbali. Ricordo che non si rischia solo una multa; per le aree demaniali c'è il penale».  Infine, il sindaco precisa, riguardo l'accusa di Favilla da una parte e di Fli dall'altra, di aver dimenticato la questione (scoppiata, ricordiamo, nell'estate 2010) per affrontarla poi in fretta (e d'imperio) a primavera inoltrata. «È da settembre dello scorso anno che andiamo avanti con riunioni e controriunioni. E l'ordinanza da me emanata nasce oggi, dopo un accordo con tutte le parti, dalla Confesercenti, alla Confcommercio, all'associazione balneari. Anche se oggi, da diverse parti, si cerca di far capire che non è così».

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