Il Tirreno

Versilia

Legge Viareggio, fondi per Ibi

Donatella Francesconi
Ibi Ayad con il marito: nella strage del 20 giugno 2009 la ragazza ha perso padre, madre, il fratello di 17 anni e la sorellina di quattro
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Ibi Ayad con il marito: nella strage del 20 giugno 2009 la ragazza ha perso padre, madre, il fratello di 17 anni e la sorellina di quattro

L'ordinanza inviata in Regione: 450mila euro

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 VIAREGGIO. Quattrocentocinquamila euro: questo lo stanziamento per Ibi Ayad dai fondi della legge-Viareggio. La giovane, di origini marocchine ed oggi cittadina italiana, nel disastro del 29 giugno 2009 ha visto morire tra le fiamme il padre Mohamed e la madre Aziza, insieme ai fratelli Hamza, 17 anni, e Iman, 4. Oggi Ibi è sposata ed ha un bambino appena nato che ha chiamato con il nome del padre e del fratello così tragicamente scomparsi. Il suo futuro di giovane donna sarà per sempre legato alla strage. E la sfida, tutta aperta, è quella di continuare a vivere. Per lei e per tutte le famiglie di chi non c'è più dopo quella maledetta notte.  All'indomani del parto il sindaco Lunardini annunciò che ad Ibi sarebbero andati, dalla legge-Viareggio, 850mila euro. L'ufficio da lui costituito, guidato dal segretario generale del Comune, Rosa Priore, aveva calcolato un'elargizione anche per i fratelli morti. Che però, secondo la legge, avrebbero dovuto essere a carico del parente che riceveva il denaro.  «In base ad una lettura formale della legge - ha scritto Lunardini a Rossi, ieri nell'inviare la proposta di delibera per Ibi - per la perdita dei fratelli nulla è dovuto alla signora Ayad». Così, la forma della legge «che ovviamente va sempre rispettata finisce per contraddire - è la riflessione del primo cittadino - lo spirito del provvedimento stesso. Uno spirito che voleva innanzitutto esprimere la vicinanza del Paese per ciascuna vittima dell'orrendo disastro. Non è dato a noi il compito di fare o interpretare la legge, ma solo di applicarla ed appalicarla bene. Ma resta il disagio per situazioni come questa - e per gli altri sei vittime i cui familiari non rientrerebbero nella legge Viareggio - in cui il cuore, ma anche la ragione, ci spingerebbero ad agire diversamente. Il fardello di essere corretti applicatori delle leggi - conclude Lunardini - non deve comunque esimerci dal segnalare possibile parzialità della norma e dal provare ad ottenere correttivi anche attraverso un'azione congiunta, che continueremo a fare, nei confronti del legislatore».  Ieri mattina avrebbero dovuto incontrarsi il sindaco Lunardini ed il commissario Rossi. L'appuntamento è saltato a causa di un'indisposizione di Rossi ed è stato rinviato. Sul tavolo ci sono tante questioni, compresa la scadenza - per Enrico Rossi - del mandato di commissario straordinario per la ricostruzione in scadenza con giugno. Scadenza che arriva a lavori non completati e fondi delle legge Viareggio non ancora erogati del tutto.

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