Il dolore
Nardini, dall'eternit al fotovoltaico
Alessandro Bartolini
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VERDE. Tiziano Nardini La scelta "ecologica" del negozio sulla via provinciale
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FORTE. 1800 metri quadri in eternit che rivestivano il tetto sostituito da 300 pannelli fotovoltaici. Un materiale vecchio, pericoloso e inutile scalzato dall'energia pulita e gratuita del sole. Tiziano Nardini, proprietario del famoso negozio "Nardini Forniture", lungo la via Provinciale la dove sorgeva l'ex concessionaria Fiat, si è affidato alla voglia di rinnovamento e alla curiosità tipica dell'imprenditore per smantellare l'ingombrante eredità del passato e investire nelle nuove energie. Non sopportava più l'idea che lui e i suoi dipendenti rischiassero di respirare particelle d'amianto ogni volta che si recavano a lavoro, ci sono voluti sette mesi di lavori, infinite pratiche burocratiche da sbrigare, ma adesso può godersi la soddisfazione di avere sul suo tetto il più grosso impianto fotovoltaico della Versilia. «Mi sono fatto coraggio, sapevo che andavo incontro ad un'opera di dimensioni bibliche. Rimuovere tutto quell'eternit e sostituirlo con 300 pannelli non è stato per niente semplice - confessa Nardini - ma grazie agli incentivi statali e alla professionalità della ditta "Energy Sun"a cui mi sono rivolto, ora posso dire che io e miei 23 dipendenti lavoriamo in un edificio sicuro che produce 80 kW al giorno di energia pulita che mi consente di raggiungere l'autosufficienza energetica». L'installazione dei pannelli fotovoltaici è terminata non più tardi di quindici giorni fa, adesso il signor Nardini attende solo che l'Enel lo colleghi alla rete e dopo potrà sfruttare a pieno il sole come unica fonte di energia per il negozio. «Anche se è stato uno sforzo immane, sono soddisfatto della scelta. La salvaguardia della salute dei lavoratori e degli abitanti non può indurti a ripensamenti. E poi se non siamo noi imprenditori per primi a lasciarsi andare alle innovazioni chi dovrebbe farlo?».
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