Proteste
Locali, contenere le note si può
Donatella Francesconi
Il Maki Maki prova l'impianto direzionale. Il sindaco: è ok
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VIAREGGIO. Musica sì, musica no, musica quanta nelle sere d'estate di cui già si sente il profumo. Ieri pomeriggio, al Maki Maki sul Vialone in Darsena, è andata in scena la prova dei cosiddetti impianti direzionali (più che "a pioggia") che i locali sono decisi ad acquistare. Presente il sindaco Lunardini, il consigliere Eugenio Vassalle (Pdl, presidente della commissione attività produttive del consiglio comunale), la polizia municipale con il maggiore Vasco Comaschi ed il tenente Broccoli, il direttore di Confesercenti Versilia, Alessandro Cerrai (nelle foto).
Il nodo da sciogliere è quello delle multe per i decibel troppo alti. Il regolamento sugli orari dei locali - che il consiglio comunale ancora non ha approvato (i capigruppo hanno deciso di rinviare tutto a dopo le elezioni provinciali, quasi fossero il Giudizio universale invece di una tornata elettorale) - gioca tutto sul concetto di "udibile" o "non udibile" all'esterno. Il tutto a orecchio. Nel senso di quello che l'agente impegnato nei controlli utilizza per dare il proprio verdetto. Le prove hanno visibilmente soddisfatto il sindaco Lunardini. Nel passaggio dalle casse normali all'impianto direzionale la musica ascoltata sul marciapiede davanti al locale registra un abbattimento secco di 10 decibel.
A ridosso degli stabilimenti balneari, nel parcheggio, l'abbattimento è decisamente superiore. «Molto apprezzabile», è il giudizio del primo cittadino. Ma alla domanda se la muisca sia o meno udibile, gli uomini della polziia municipale non possono che far notare come se il problema resta questo, le note si sentono. Punto. «Non è un caso se sono qui con me - spiega Lunardini -: perché sono loro che poi devono capire, apprezzare e comprendere. Stiamo lavorando proprio su questi passaggi». L'ipotesi è quella di differenziare gli orari di apertura notturna a seconda che il locale si sia dotato o meno dell'impianto che abbatte i decibel. Resta il fatto che siamo a maggio - fanno notare gli imprenditori - e che c'è il rischio concreto di effettuare un investimento da 15mila euro per poi vedersi comunque elevare le sanzioni.
La risposta - sottolineano i gestori del locale che ha deciso di mettersi in gioco - «non può essere "si vedrà". Ma, soprattutto, non è possibile che il sindaco si esprima positivamente per poi essere "gelato" dalla macchina comunale. Perché altrimenti, alle prossime elezioni, chiediamo di votare non per il primo cittadino ma per scegliere il dirigente del Suap o il comandante della polizia municipale...». Una scelta finale dell'amministrazione comunale che andasse nel senso contrario agli sforzi fatti dai locali - sottolinea Alessandro Cerrai - «a questo punto non si comprenderebbe». Così come non si comprende il fatto che si sia arrivati a maggio senza il Regolamento approvato. «Forse si vuole convertire Viareggioa d una città da tursimo religioso - è la provocazione di Cerrai -: magari al posto dei locali ci facciamo tanti conventi...».
Concessioni demaniali. Ma il ritardo non riguarda solo le regole per i locali. Eugenio Vassalle è furibondo: «È una vergogna fare un bando a maggio, con scadenza fine mese, per assegnare le spiagge in concessione comunale. E il dirigente che ha confezionato tutto questo non sa che se tutto va bene e il bando va ad assegnazione nei tempi previsti sino alla fine di giugno non si potrà montare nulla? Lo sa che le spiagge già ora (ed è già tardi) sono sporche? Lo sa che mette in pericolo 52 posti di lavoro con relative famiglie? Alle porte della stagione non si può che fare una sospensiva e rimandare il tutto a fine stagione».
Il nodo da sciogliere è quello delle multe per i decibel troppo alti. Il regolamento sugli orari dei locali - che il consiglio comunale ancora non ha approvato (i capigruppo hanno deciso di rinviare tutto a dopo le elezioni provinciali, quasi fossero il Giudizio universale invece di una tornata elettorale) - gioca tutto sul concetto di "udibile" o "non udibile" all'esterno. Il tutto a orecchio. Nel senso di quello che l'agente impegnato nei controlli utilizza per dare il proprio verdetto. Le prove hanno visibilmente soddisfatto il sindaco Lunardini. Nel passaggio dalle casse normali all'impianto direzionale la musica ascoltata sul marciapiede davanti al locale registra un abbattimento secco di 10 decibel.
A ridosso degli stabilimenti balneari, nel parcheggio, l'abbattimento è decisamente superiore. «Molto apprezzabile», è il giudizio del primo cittadino. Ma alla domanda se la muisca sia o meno udibile, gli uomini della polziia municipale non possono che far notare come se il problema resta questo, le note si sentono. Punto. «Non è un caso se sono qui con me - spiega Lunardini -: perché sono loro che poi devono capire, apprezzare e comprendere. Stiamo lavorando proprio su questi passaggi». L'ipotesi è quella di differenziare gli orari di apertura notturna a seconda che il locale si sia dotato o meno dell'impianto che abbatte i decibel. Resta il fatto che siamo a maggio - fanno notare gli imprenditori - e che c'è il rischio concreto di effettuare un investimento da 15mila euro per poi vedersi comunque elevare le sanzioni.
La risposta - sottolineano i gestori del locale che ha deciso di mettersi in gioco - «non può essere "si vedrà". Ma, soprattutto, non è possibile che il sindaco si esprima positivamente per poi essere "gelato" dalla macchina comunale. Perché altrimenti, alle prossime elezioni, chiediamo di votare non per il primo cittadino ma per scegliere il dirigente del Suap o il comandante della polizia municipale...». Una scelta finale dell'amministrazione comunale che andasse nel senso contrario agli sforzi fatti dai locali - sottolinea Alessandro Cerrai - «a questo punto non si comprenderebbe». Così come non si comprende il fatto che si sia arrivati a maggio senza il Regolamento approvato. «Forse si vuole convertire Viareggioa d una città da tursimo religioso - è la provocazione di Cerrai -: magari al posto dei locali ci facciamo tanti conventi...».
Concessioni demaniali. Ma il ritardo non riguarda solo le regole per i locali. Eugenio Vassalle è furibondo: «È una vergogna fare un bando a maggio, con scadenza fine mese, per assegnare le spiagge in concessione comunale. E il dirigente che ha confezionato tutto questo non sa che se tutto va bene e il bando va ad assegnazione nei tempi previsti sino alla fine di giugno non si potrà montare nulla? Lo sa che le spiagge già ora (ed è già tardi) sono sporche? Lo sa che mette in pericolo 52 posti di lavoro con relative famiglie? Alle porte della stagione non si può che fare una sospensiva e rimandare il tutto a fine stagione».
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