Il Tirreno

Versilia

Ladri d'arte in azione nell'atelier di uno scultore Rubate 16 opere in marmo

Ladri d'arte in azione nell'atelier di uno scultore Rubate 16 opere in marmo

I malviventi hanno approfittato dell'assenza di Andrew Wielawski, americano da anni in Versilia

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SERAVEZZA. Hanno approfittato della sua assenza forzata dall'Italia per un paio di settimane a causa della morta della madre. E, armati di un furgoncino, sono entrati nel giardino di fronte al suo laboratorio per portare via sedici sculture in marmo quasi tutte di medio-piccole dimensioni.

Un colpo da almeno venticinquemila euro, quello messo a segno nell'atelier di Andrew Wielawski. L'artista, 56 anni è un apprezzato scultore originario degli Stati Uniti ma ormai da oltre venticinque anni residente a Pietrasanta divenuta ormai sua città d'adozione, dove vive in via Maroncelli a Città Giardino.

Difficile dire se si tratti di un furto su commissione o di ladri comuni che hanno approfittato dell'assenza prolungata dell'artista per impossessarsi delle sue opere.

Il furto è avvenuto la scorsa settimana, quando Wielawski, nativo di New York, ha dovuto improvvisamente lasciare la Versilia per raggiungere gli Stati Uniti per la morte della madre. I ladri, forse venuti a conoscenza del lutto che ha colpito lo scultore e della susseguente partenza forzata, hanno deciso di entrare in azione in pieno giorno.

A bordo di un vecchio furgone bianco (forse un Ducato) sono entrati nel giardino dell'atelier di Wielawski in via dell'Uccelliera a Seravezza e hanno cominciato a caricare le sculture. Fra tutte quelle presenti nel giardino, hanno scelto solo quelle dello scultore statunitense, lasciando le altre in esposizione di alcuni suoi colleghi. «Non so se volessero proprio le mie opere - racconta l'artista - o se hanno scelto le mie solo perché le altre sono astratte mentre io prediligo un'arte figurativa.

Fatto sta che ne hanno portate via ben sedici. Molte sono di piccole dimensioni e dunque più facili da caricare. Ne hanno preso anche una alla quale stavo ancora lavorando e che deve essere completata». A notare il furgone bianco con a bordo due uomini sono stati alcuni vicini. «Hanno visto entrare il camioncino e i due uomini che vi erano sopra - racconta ancora Wielawski - ma hanno pensato che fossero stati incaricati da me. Purtroppo, invece, non era così. Ma questo lo hanno saputo solo un paio di giorni fa, al mio ritorno in Italia. E a me, a quel punto, non è rimasto altro da fare che sporgere denuncia contro ignoti ai carabinieri di Seravezza».

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di Redazione web