Il Tirreno

Versilia

Genitori, non lasciate sola la scuola

<b>FIAMME.</b> Studenti davanti al Marconi dopo l&#146;incendio
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FIAMME. Studenti davanti al Marconi dopo l’incendio

La preside del Marconi scrive dopo l'incendio

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 Pubblichiamo qui sotto una lettera scritta da Antonella Baffetti, dirigente scolastico dell'istituto alberghiero Guglielmo Marconi, a proposito dell'incendio che il 27 aprile scorso è scoppiato nella scuola. Una sorta di appello alle istituzioni e ai ragazzi a riflettere su quanto accaduto. Sento il dovere di scrivere a tutti i genitori degli studenti deil'Ipssar Guglielmo Marconi di Viareggio, ma anche al sindaco e al presidente della Provincia di Lucca a seguito dell'incendio sviluppatosi - o provocato - il giorno 27 aprile nel cortile dell'Istituto che dirigo.  Lo faccio utilizzando la stampa che velocemente arriva ai destinatari. Lo faccio perché ritengo necessario richiamare l'impegno di tutti, genitori e istituzioni alla crescita dei giovani, non delegando alla scuola l'intero compito dell'educazione.  Precisando che sono in corso le indagini finalizzate a individuare eventuali responsabili, non posso tacere una considerazione che in questi giorni mi ha assillato e che riguarda l'incapacità di chi ha compiuto questo atto, da solo o in gruppo, di valutare le conseguenze della propria azione.  Non voglio scendere in luoghi comuni, per altro sacrosanti, in cui si dice che la "scuola" è lasciata da sola a gestire un degrado culturale ed educativo sempre più preoccupante, non voglio citare studi di sociologi o psicologi sull'adolescenza e sulle problematiche giovanili, ma vorrei che non fosse dimenticato il lavoro dei docenti e i risultati degli studenti che rendono l'Istituto che dirigo sempre più radicato nel territorio e capace di formare giovani nel settore alberghiero e turistico, capaci di contribuire positivamente allo sviluppo del territorio stesso.  Ai giovani, agli studenti dell'Ipsaar, vorrei dire che ciascuno ha diritto di vivere in una società che offre a tutti opportunità di crescita e di lavoro, vorrei dire che gli studenti hanno dei diritti da difendere, vorrei ricordare che nella protesta all'inizio dell'anno scolastico, gli studenti, compatti, hanno lamentato le strutture fatiscenti degli istituti e la carenza di attrezzature indispensabili per restare al passo coi tempi. Ecco perché ritengo onesta da parte dei giovani in generale e degli studenti una riflessione che è tanto semplice da apparire a qualcuno banale: nella vita, a scuola e fuori della scuola, non serve urlare che nulla funziona e subito dopo distruggere ciò che tutti noi e altri prima di noi hanno costruito nei corso degli anni. Antonella Baffetti Dirigente scolastico dell'alberghiero Marconi

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