Il Tirreno

Versilia

A giudizio per la Festa dell'amicizia

<strong>FOTOGRAFO.</strong> Fabrizio Corona alla festa dell’amicizia
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FOTOGRAFO. Fabrizio Corona alla festa dell’amicizia

Pagate con assegni scoperti le forniture di generi alimentari

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VIAREGGIO. Per prima cosa, scordatevi le "mitiche" feste dell'Amicizia in pineta di Ponente, quando i frati della Balena bianca rivaleggiavano con i bomboloni dei "compagni" all'ombra dello stadio dei Pini. Qui si parla di una festa dell'Amicizia senz'altro in tono minore. E che - per giunta - è pure finita in tribunale dove sono imputati Carlo Listori e Mauro Munari.  I fatti contestati, per ricettazione e truffa, risalgono all'estate 2007.

Quando una delle tante Dc nate dalla diaspora del partitone di piazza del Gesù pensò bene di far rinverdire i fasti della festa dell'Amicizia a Viareggio, al Casale dei Pioppi.  Secondo quanto ricostruito di fronte al giudice monocratico Nidia Genovese, la vicenda giudiziaria ruotò intorno alle forniture di generi alimentari da parte della Coalve. Il direttore dell'azienda di Lido, Guglielmo Portaluppi, ha spiegato come Listori (che la Coalve conosceva per la precedente attività in un ristorante) si presentò, spiegando che gli mancavano alcuni prodotti e che avrebbe pagato con i primi incassi della festa. «La consegna venne fatta in 24 ore - ha spiegato Portaluppi - ma il pagamento ritardava».  Alla fine Listori portò un assegno per 3.448,27 euro (firmato da altri) che, però, risultò scoperto.

A quel punto Listori spiegò alla Coalve che «c'erano altre persone che avrebbero dovuto pagare», riferendosi ai vertici della Dc. Dei quali mostrava anche i fax che lo indicavano come organizzatore per conto del partito della festa.  Dopo qualche settimana la Coalve ricevette un altro assegno, questa volta per 4.000 euro. E anche questa volta il titolo non venne incassato, visto che non c'erano fondi per farlo. Su questo secondo assegno è stato ascoltato un carabiniere che indagò in banca (l'Unicredit di Carrara) per scoprire che apparteneva a un conto aperto da un viareggino solo per poter ritirare un carnet di assegni.  Ieri è stato ascoltato anche Munari che ha sia reso dichiarazioni spontanee che un vero e proprio interrogatorio.

Dal quale è emerso più di un dubbio sul suo coinvolgimento nella vicenda.  Munari, infatti, ha spiegato che lui in quel periodo era il commissario della Democrazia Cristiana per la Toscana. E in questa veste organizzò si la festa dell'agosto 2007 ma solo - per così dire - da un punto di vista politico: «Non ho mai avuto in mano niente di amministrativo, mai fatti ordini a nome della Dc. L'accordo era che, se la festa andava bene, il partito avrebbe preso una parte degli utili. Se, invece, andava male, Listori avrebbe coperto le perdite». E, in effetti, l'appuntamento andò molto male: al punto che il fotografo dei vip, Fabrizio Corona, invitato per dire tutta la (sua) verità si trovò di fronte a un vuoto desolante. Ecosì se ne andò, non senza aver prima preso la metà del compenso pattuito.

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