Sicurezza
Sos bagni. La parte dove ci sono le strutture verrebbe ceduta per 99 anni, laltra resterebbe allo Stato
Spiagge, Tremonti punta alle gare
Matteo Tuccini
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SUPERMINISTRO. Sotto, il titolare dellEconomia Giulio Tremonti A destra, una protesta di balneari in Passeggiata a Viareggio Il piano del ministro: dividere in due le concessioni. E metterle all'asta
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VIAREGGIO. Dividere ogni concessione demaniale in due parti, separando la spiaggia dalla zona dove ci sono le strutture balneari. La prima andrebbe a gara, la seconda verrebbe ceduta - sempre tramite una procedura di evidenza pubblica - per 99 anni. E i proventi di questa cessione verrebbero spartiti tra Stato, Regione e Comune. È questo il succo del progetto del superministro dell'Economia, Giulio Tremonti, secondo quanto illustrato dall'europarlamentare Claudio Morganti (Lega Nord, molto vicina al professore di Sondrio) in una riunione a Lucca con alcuni balneari. Un piano nato per chiudere il contenzioso con l'Unione Europea sulla mancata applicazione della direttiva Bolkestein e per far nascere i distretti balneari. Ci si ispira, a grandi linee, al concetto di sdemanializzazione: cioè l'idea - sostenuta anche da alcuni sindaci della Versilia - che si possa "salvare" dalla rivoluzione del 2016, quando le concessioni andranno a scadenza, la parte dei bagni dove ci sono le strutture. Con alcuni distinguo. A partire dal fatto che la linea di demarcazione tra le due zone dovrà stabilirla la Regione. Cosa verrebbe offerto, come contropartita, ai bagni? Il diritto di prelazione sul terreno dove ci sono le cabine e il resto - ma non sulla spiaggia - e un indennizzo per la perdita della concessione. Le perplessità. Il progetto, che dovrebbe essere presentato in uno dei prossimi Consigli dei ministri come base di una vera e propria legge del Governo, emerge per la prima volta con chiarezza, dopo numerose indiscrezioni sulle intenzioni di Tremonti. In particolare, il Sole 24 Ore aveva parlato di agevolazioni per la nascita dei distretti turistici balneari con il sistema delle reti di impresa, e di una richiesta all'Ue di uscita dalla Bolkestein. Difficilmente, però, il disegno del superministro potrà incontrare i favori dei proprietari degli stabilimenti, visto che parla apertamente di gare o aste che dir si voglia, facendo capire che non si ha alcuna intenzione di prorogare l'esistente una volta che le concessioni scadranno nel 2015. Ma - e questo è un aspetto curioso - sembra che la stessa parte politica di Tremonti abbia dei dubbi. Basti pensare che nell'incontro di Lucca, a cui hanno partecipato esponenti leghisti e balneari di Marina e Forte, il deputato del Carroccio Giacomo Stucchi ha definito rischioso dare alle Regioni la responsabilità di tracciare la linea demaniale, perché potrebbe essere considerata dall'Ue come una perdita di tempo. Inoltre, secondo lui la cessione di una parte del terreno dove vige la concessione, guarda caso proprio quello dove ci sono le strutture, potrebbe passare come una furbata. «Dobbiamo trovare dei paracadute». Secondo Francesco Belli, balneare di Marina che ha partecipato all'incontro, «la posizione della Lega fa tabula rasa degli integralisti che vogliono la deroga tutta e subito, senza se e senza ma. Senza rinunciare all'obiettivo della deroga, si suggerisce un percorso che ha maggiori possibilità di successo. E che non è quello del ministro Raffaele Fitto, troppo rigido nel voler chiudere la procedura di infrazione prima di ottenere dei paracadute».
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