Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

La sicurezza che non c'è lungo i binari di Viareggio due anni dopo la strage del 29 giugno

Gabriele Noli
La sicurezza che non c'è lungo i binari di Viareggio due anni dopo la strage del 29 giugno

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VIAREGGIO. Travolto sui binari, in una domenica di festa. Il pelo color champagne, il corpo martoriato dal treno. E dalla sicurezza che manca lungo la linea ferroviaria che attraversa la città, problema cronico nonostante la strage del 29 giugno 2009, i 32 morti, i feriti, la distruzione che gas e fuoco si sono lasciati dietro.

Stavolta a perdere la vita è stato un cane, ucciso da un convoglio in corsa lungo i binari di via Cei. Ma il quartiere protesta da tempo: e se fosse accaduto ad un bambino? Se l’assenza di recinzione adeguata fosse costata una vita umana?

Il fatto. Una nostra lettrice, Alessia Stefanìa - che fa parte dell’associazione «Il mondo che vorrei», nata per riunire i familiari delle vittime della strage di via Ponchielli - ci ha segnalato che nel primo pomeriggio di domenica un cane di piccole dimensioni, approfittando dell’assenza delle transenne, è riuscito a raggiungere i binari.

Un treno che stava passando in quel momento lo ha investito: per l’animale non c’è stato nulla da fare. L’episodio è avvenuto lungo la ferrovia, all’altezza dell’Ipermercato di via Bertini, al Marco Polo. In una zona densamente abitata.

Le polemiche. I residenti del quartiere protestano da diverso tempo, ma di risposte concrete, sino ad ora, non ne hanno ricevute. Si sono pure impegnati con una raccolta di firme da presentare a chi di dovere (nella fattispecie: Trenitalia).

Con scarsi risultati, ma non certo per loro colpa. Eppure, la situazione è assai preoccupante: in questo tratto, lungo circa un chilometro, è facilmente denotabile l’assenza di transenne, con i convogli che transitano a tutta velocità creando evidenti rischi ai residenti.

Anche gli abitanti di via Ponchielli per sette lunghi anni, prima del disastro, avevano chiesto un muro vero e proprio che li separasse dalla ferrovia. I risultati della mancata risposta si sono purtroppo contati quella maledetta notte. A partire dalla quale chi vive lungo i binari che attraversano la città non si sente sicuro.

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