Sicurezza
DANIELA ROMBI
«Voglio vedere Moretti in aula e raccontargli di mia figlia»
D.F.
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Daniela Rombi 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Se penso al processo cosa vedo? Io che descrivo Emanuela e guardo negli occhi il signor Moretti...». Daniela Rombi presiede da un anno l'associazione "Il mondo che vorrei". Dalla morte di sua figlia tra qualche mese di anni ne saranno passati due. Simbolo - e con lei tutti gli altri familiari mobilitati da dodici mesi - del disastro feroviario, ma anche di una città che pretende verità e giustizia. Il 16 maggio i periti di Procura, accusa e difesa daranno il via a quelle porve sui pezzi del disastro che dovranno far capire come è andata davvero: «Ai periti dico: lavorate bene, con professionalità, coscienza e la dignità di essere uomini. Perché noi non vogliamo vendetta, ma pretendiamo di sapere la verità. Per porre rimedio e fare sì che un disastro simile non accada più». Tra due mesi sarà di nuovo anniversario: 24 mesi da quella maledetta notte, un anno in strada per Daniela e gli altri famililiari, madri, mogli, fratelli, figli. «Siamo ancora qui perché alla fine prevalgono sempre la rabbia ed il dovere verso i nostri morti, i feriti, la distruzione di affetti e cose che il disastro s'è lasciato dietro». Fissando il vuoto in tanti cuori: «Di notte mi viene in mente Emanuela che scappa spaventata in mezzo al fuoco ed io non sono lì ad aiutarla. Io che per lei ci sono sempre stata...In quei giorni d'ospedale volevo che sapesse che c'ero...E lei ha capito, ne sono certa. Ma resta un'angoscia senza fine...». Tra qualche giorno i familiari delle vittime della strage di Viareggio saranno di nuovo in viaggio: prima Firenze, poi Lovere. Pensando che manca poco ad un nuovo 29 giugno: ma a Viareggio niente sarà più lo stesso.
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