Il Tirreno

Versilia

Guerra dello spaghetto. «Il registro dei clienti è una pia illusione: il sindaco ci prende in giro?»

Ristoranti furiosi: «Favoriti i bagni»

Marco Pomella
<b>CONCORRENZA.</b> Un cliente passa accanto a un men&ugrave; di un bagno
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CONCORRENZA. Un cliente passa accanto a un menù di un bagno

Pronto ricorso al Tar contro l'ordinanza che estende l'apertura fino alle 24

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 CAMAIORE. L'ordinanza del sindaco non l'hanno mandata giù. Non solo per il metodo (è arrivata mentre le associazioni ancora presentavano le loro controproposte), ma soprattutto per il merito. «La legge - ribadiscono i ristoratori di Lido - impone ai bagni e alle attività connesse di chiudere alle 20».  «Con quale diritto - dicono - il sindaco fa un'ordinanza in barba alla legge? Visto che questa è la sua scelta, probabilmente saremo costretti a ricorrere al Tar».  Qualcuno è deluso, qualcuno adirato.  Ma i ristoratori di Lido di Camaiore non hanno preso affatto bene il documento, con il quale il sindaco Giampaolo Bertola regolamenta gli orari di apertura degli stabilimenti balneari e le modalità di somministrazione per la stagione dell'estate 2011.  L'ordinanza del sindaco Bertola, di fatto, da una parte permette agli stabilimenti balneari di restare aperti fino alla mezzanotte; dall'altra afferma, invece, che i loro bar e ristoranti dovranno servire solo i loro clienti, i cui nomi dovranno essere scritti su un apposito registro.  «Ma quale registro? I balneari - dicono i ristoratori - non sono tenuti ad avere alcun registro. E poi basta andare ad un tavolo e chiedere da mangiare; il concessionario, soltanto in quel momento registra il cliente, e il gioco è fatto».  Per giovedì prossimo i ristoratori hanno indetto una riunione, alla quale parteciperanno anche Confesercenti e Confcommercio.  «Decideremo in quella sede il da farsi - dicono - ma abbiamo già contattato qualche avvocato. La via più immediata per stoppare questa ordinanza folle è quella del Tribunale Regionale».  Insomma, come avevano promesso, annunciano che andranno avanti per vie legali.  Anche perché ci sono due righe, in fondo all'ordinanza, che fanno quasi sorridere i ristoratori (che non sono certo di buonumore ultimamente). Quella, in cui il sindaco scrive che «l'amministrazione declina ogni responsabilità di eventuali danni a terzi che dovessero essere causati dall'applicazione della presente ordinanza».  «Ma come - chiedono i ristoranti - prima firma una deroga alla legge, e poi afferma che non è responsabile di quel che ha firmato? Ma a che gioco sta giocando il sindaco Bertola?».  Sulla diatriba bagni-ristoranti interviente, puntale, anche Futuro e libertà.  «Prendiamo atto - scrive il capogruppo Sandro Fugoni - di avere lanciato un appello non raccolto. L'ordinanza emessa dal sindaco non accontenta le categorie. Fli ribadisce che, prima di annunciare il pugno duro, era necessario aprire un tavolo di concertazione. Ma come è possibile, alle porte di una stagione turistica, lasciare aperti conflitti tra categorie economiche, per svicolare dalla fatica di aprire quel tavolo di concertazione?».

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