Il Tirreno

Versilia

L'appello: presidente ci riceva

Donatella Francesconi
L'appello: presidente ci riceva

Intanto saranno a Firenze per la visita ufficiale di Napolitano

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Un anno in piazza. Accompagnati dai volti cari che sorridono dalle gigantografie appese al collo. Gli stessi che ieri osservavano, a monito eterno, il pubblico nella sala della Croce Verde. Dove si è celebrato un anno di attività dell'associazione "Il mondo che vorrei". Singhiozza, mamma Daniela.

Ad abbracciarla c'è un'altra madre, Gloria Puccetti. Manuela, bruciata viva da un treno che non doveva deragliare. E Matteo. Bruciato vivo in un posto di lavoro che avrebbe dovuto garantirgli sicurezza e futuro. Ed invece gli ha dato la morte a vent'anni.  Se c'è un senso ad un anno di attività, di incontri, cortei, manifestazioni su e giù per l'Italia è questo abbraccio. Al quale si è unito, anche ieri, Loris Rispoli (presidente del Comitato Moby Prince). Al quale si sono uniti - lungo l'ultimo anno - i familiari delle vittime del crollo della Casa dello studente, a L'Aquila, della scuola di San Giuliano e delle tante altre tragedie causate dalla sicurezza ignorata.  «Quello che possiamo dire e fare noi, non lo può fare nessun altro per noi». Basta questa frase di Daniela Rombi, per spiegare e far capire. Così come basta il video cui ha lavorato Andrea Maccioni (fratello di Stefania, zio di Luca e Lorenzo), o la solidarietà nella quale l'associazione si è impegnata come testimonia Luciana Beretti, madre di Federico Battistini che guidava l'autobus e amava Elena.  Così ci sono altri due appuntamenti che attendono i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio: il 16 maggio a Lovere (Bergamo) dove i periti (nei laboratori della Lucchini) metteranno per la prima volta mano ai pezzi del treno della strage; e un giorno tra 11 e 13 maggio, quando il presidente Napolitano sarà a Firenze. 

Già. Perché di tanti incontri che i familiari dei morti in via Ponchielli uno non c'è mai stato: quello promesso proprio dal presidente della Repubblica che ha insignito - ricorda l'associazione - del cavalierato del lavoro l'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti. Quello per le cui dimissioni familiari delle vittime e "Assemblea 29 giugno" hanno raccolto migliaia di firme. Quello che oggi è uno dei 38 indagati, buona parte dei quali appartenenti a società del Gruppo da Moretti guidato.  «Porterò al presidente della Repubblica il video prodotto dall'associazione», è l'impegno che ieri mattina s'è presa la senatrice del Pd, Manuela Granaiola. «Saremo a Firenze, presidente», è la promessa dei familiari delle vittime. Che, per l'occasione, hanno prodotto anche le magliette con i volti dei loro cari. Dato che i cartelli con le foto più di una volta hanno subito l'alt da parte delle autorità (la Procura di Lucca, per esempio).

«Io credo che diamo noia anche al presidente della Repubblica - è la dichiarazione di Daniela Rombi -: le nostre domande le conosce. E la prima è quella del perché la decorazione a Moretti del quale noi continueremo a chiedere le dimissioni».  La seconda è relativa al processo breve: «Presidente, non firmi» è l'appello rivolto nei giorni scorsi a Napolitano. «Il presidente ci deve delle risposte - continua Rombi - sapendo che quella legge sarà sempre e comunque un'offesa». In occasione dell'appuntamento di ieri, il sindaco Luca Lunardini ha annunciato che sull'argomento ha chiesto un incontro al ministro Alfano. «Mi sembra doveroso - spiega Lunardini - che il sindaco del Comune colpito dal disastro ferroviario faccia questo passo...».

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