Il Tirreno

Versilia

1º maggio. «Persa un’occasione per far divertire la gente. In nome di non si sa che cosa»

Concerto annullato? Una figuraccia

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FESTA. Una celebrazione del 1º maggio

Critiche al Comune da Pd, Udc e Fli: «Motivazioni ridicole»

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 CAMAIORE. Premette di non voler far polemica, ma ricorda al sindaco, quello che gli raccomandava sempre la nonna: «Rispetta sempre i 10 comandamenti». Il presidente del consiglio comunale, PierFrancesco Pardini, replica al primo cittadino Bertola, in merito al concerto del 1º maggio annullato. Pardini fornisce la sua versione.  «Nel calendario ufficiale - scrive - era già iscritto un concerto per il 1º maggio, a cura dell'assessore Larini, che poi ha deciso di non fare. L'organizzazione dell'evento era partita, dopo che l'assessore Frida Da Prato, titolata al coordinamento del cartellone degli eventi, sentito il sindaco, aveva riferito a me ed all'assessore Giannecchini il via libera. La discussione è poi approdata in commissione e approvata all'unanimità. Mi dispiace tantissimo che il concerto, che aveva i requisiti finanziari per poter essere fatto, non si terrà, negando così ai camaioresi di poter trascorrere una serena giornata di bella musica. Voglio ringraziare tutto lo staff organizzativo: i commercianti, l'associazione Le Muse, gli amici delle Antiche Letture, Sandro Paoli, Le Cantine Angeli, Pier Paolo Dinelli, e l'ufficio tradizioni popolari».  Chi, invece, le critiche non le risparmia è Sandro Frugoni (Fli). «Avere annullato la festa - scrive - è stato un errore ed un danno per il centro storico. Preso atto dalle parole del sindaco, che i comunisti non c'entrano, ecco che appare la "strana coppia" assessore alle tradizioni popolari e presidenza del consiglio. Siamo alle comiche; per trovare una giustificazione si mette in imbarazzo la città. Ci sembra che la leale collaborazione tra istituzioni sia un ricordo. Non ci resta che verificare, come mai spesso vengono fatti manifesti senza impegno di spesa e nessuno dice nulla, invece in questo caso si invoca il vizio amministrativo». Critico anche il Pd. «La vicenda mostra un presidente di consiglio e due assessori a premurarsi di dare spazio ad un evento - scrive Alessandro Del Dotto - e il sindaco a smantellare il lavoro dei suoi collaboratori. Resta poi da capire chi paga i manifesti già stampati. Si tratta di fibrillazioni tra Pdl e Udc».

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