Lutto
«Festa non autorizzata, i comunisti non c'entrano»
Il sindaco Bertola spiega perché ha annullato il concerto del 1º Maggio in piazza
2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. «Ho chiesto io l'annullamento della festa organizzata per il primo maggio. Ma non certo perchè comunista, visto che non aveva nulla a che fare con i lavoratori. Semplicemente perchè quella festa era stata organizzata senza alcuna autorizzazione». Il sindaco Giampaolo Bertola "svela" il mistero del concerto in piazza Bernardino saltato. «Si trattava di una festa organizzata dalla "strana coppia" assessorato alle tradizioni popolari e presidenza del consiglio comunale. Erano già stati stampati i manifesti, ma ancora non c'era nè una decisione di giunta, nè un impegno di spesa della ragioneria. Inoltre non rientrava neanche tra le feste pianificate mesi fa dall'assessore Da Prato. Per questo ho deciso di annullare l'evento». Insomma i comunisti non c'entrano nulla. Ma comunque dietro questa scelta c'è anche dell'altro. Altrimenti andrebbe spiegato anche perchè i manifesti, ad esempio, di Demetra, sono affissi per la città da settimane, mentre l'impegno di spesa relativo è datato 27 aprile. «Inoltre - dice infatti il sindaco - avevo notato come il logo del Comune fosse stampato piccolo piccolo, mentre al centro ben in rilievo c'era il logo della presidenza del consiglio. Forse qualcuno voleva usare questa manifestazione per farsi campagna elettorale». Insomma la diatriba sarebbe tra Pdl e Udc, o, più semplicemente, tra Bertola e Pierfrancesco Pardini. Su questo piano infatti la mette Rifondazione. «È tutta una lotta interna alla maggioranza - dice Jan Vecoli - e lo si è visto dall'aspro scontro Bertola-Pardini in consiglio comunale». A chiedere conto, al sindaco, del mistero del concerto sparito, durante la seduta di consiglio di giovedì sera, è stato invece Sandro Frugoni. «Ha giustificato l'annullamento della manifestazione - dice il capogruppo Fli - perché, a suo dire, la pratica presentava delle lacune burocratiche. La risposta non mi convince, perchè il sindaco l'ha stoppata in ragioneria, e non in giunta». Controcommento anche del sindaco. «Molto strano - rileva Bertola - che la diatriba riguarda me e Pardini, e le spiegazioni ce le chieda Frugoni». Pardini intanto si difende. «Mai e poi mai avrei avallato una manifestazione senza autorizzazione. Il sindaco e l'assessore Da Prato - dice il presidente del consiglio - mi avevano dato l'ok». M.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google