Sicurezza
Sanità. Dovrebbero decidere i medici di famiglia, ma loro si rifiutano. LAsl: «Aspettiamo la Regione»
Esenzione ticket, ecco la rivoluzione
Matteo Tuccini
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BAGARRE. A destra, un paziente si sottopone a un esame Sotto, il medico e direttore della Società della salute Enrico Salvatori Da domani niente più autocertificazione: guai per 35mila versiliesi esenti
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VIAREGGIO. Sono 35mila i versiliesi che non pagano il ticket per visite ed esami perché - come sostengono nelle autocertificazioni presentate - appartengono a famiglie a basso reddito. Una marea di pazienti, certamente ignari della rivoluzione che sta per abbattersi di loro. Fino ad ora, infatti, erano gli utenti stessi a garantire in un'autocertificazione di far parte di quel nucleo di persone - bimbi sotto i 6 anni e ultra65enni di famiglie con redditi complessivi inferiori a 36mila euro annui - che possono essere esentati dal pagamento delle prestazioni sanitarie. Ebbene, da domani quella dichiarazione non avrà più valore. A dirlo è un decreto del ministero dell'Economia, che dal 1º maggio 2011 obbliga i medici di famiglia a verificare le condizioni per l'esenzione, e - se ci sono - a inserirle nella ricetta di prescrizione per la visita o l'esame. Un'impostazione contestata dagli stessi dottori, poco contenti per l'incarico che viene loro affidato. «Dovrebbe essere l'Asl a occuparsi della questione», dicono. E ora siamo all'impasse. Col risultato di disorientare non solo gli utenti, ma anche gli stessi medici e impiegati Asl. «C'è una proroga». Interpellato sull'argomento, il direttore generale dell'Asl 12 Versilia Giancarlo Sassoli afferma che «a breve si terrà una riunione tra Regione, aziende sanitarie e medici per decidere il da farsi». E nel frattempo? Dagli uffici dell'Asl garantiscono che si andrà avanti in regime di proroga, nel senso che - fino a data da destinarsi - si considereranno valide le autocertificazioni fornite dagli utenti al momento della prestazione. Poi si adotteranno inevitabilmente le nuove norme. Resta, comunque, un paradosso: secondo la legge quelle dichiarazioni non sono valide per consentire l'esenzione del ticket. E questo potrebbe causare problemi anche in vista dei numerosi controlli a campione che fa la Guardia di finanza sulle esenzioni (vedi box). «Una richiesta inaccettabile». A spiegare il perché si sia creato questo caos è Enrico Salvatori, medico di famiglia e direttore della Società della salute. «Il fatto è - afferma Salvatori - che la richiesta del ministero è assurda. Ogni volta che si presenta un paziente per farsi prescrivere una visita o un'esame, e chiede l'esenzione del ticket, il suo medico dovrebbe consultare il sito Internet del ministero e controllare i dati reddituali dell'utente. Si dà il caso, però, che quel sito spesso non funziona, e tra l'altro ci sono i dati del 2008. Quindi, visto che la gratuità o meno della prestazione viene calcolata sui redditi dell'anno precedente, sono assolutamente inutili». Per Salvatori sarebbe necessario «consentire al medico di inserire i dati sul reddito una volta all'anno. Per far questo, la Regione sta pensando di acquistare un programma elettronico, una sorta di aggiunta a quello già assegnato per le dichiarazioni da fornire all'Inps. Grazie a quel programma al dottore basta inserire il nome del paziente per verificare il suo reddito, e capire se può convalidare la richiesta di esenzione». Nell'attesa, si navigherà a vista.
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