Attenzione
Quando Monteggiori era il centro dell'arte
Da Theymer a Trudinger la colonia straniera era folta e animava anche i locali
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CAPEZZANO. Sono 5 i figli di Jakson cresciuti in Versilia. I nomi? Molly, Jesse, Luke, Chloe e Matthew. Per dire quando lo scultore morto a New York amasse la nostra terra e la sentisse sua. Harry fa parte di quella generazione di artisti che avevano scelto Camaiore più che Pietrasanta per fare arte e per lanciarsi nel mondo. Nomi come Jackson ma anche come il grande Yvan Theimer, lo scultore boemo che da anni vive e lavora a Monteggiori, con rarissime puntate in piazza a Pietrasanta. Ma come anche Pierre Trudinger, forse lo scultore più talentuoso (e colot) ma più bistrattato perchè ad un certo punto decise di entrare in politica e combattere gli speculatori. Trudinger, come è noto, aveva una splendida dimora a Sant Lucia. E' proprio Santa Lucia era il luogo di tante cene fra artisti, mercè il Vignaccio al tempo guidato da Riccardo Santini. Uno dei primi ristoratori, Santini, ad avere capito quando fosse fecondo il rapporto con gli artisti che venivano a vivere e lavorare in Versilia. Altro ritrovo di artisti (lì ci sono ancora disegni di Harry Jackson) era ed è Beppino a Valdicastello. Il loro bar, invece, è sempre stato il Gallo della Checca, dove - negli anni d'oro della Versilia artistica - planava quotidianamente Vittorio Grotti, animatore della mostra ai Frati prima e della Fondazione Viani poi. Ma molte di queste frequentazione nascono dai tempi in cui Franco Russoli, direttore dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, aveva casa sotto il monte Gabberi. Un'atmosfera, un modo di vivere che nel corso degli anni Camaiore ha persoa completamente a favore di Pietrasanta. In realtà troppe giunte chiuse alla cultura (nel senso vero del termine) hanno di fatto «allontanato» molti artisti verso Pietrasanta. C.B.
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